La bambola non è un’invenzione moderna.

 

Statuette greche secc V-IV_a_C _Foto_G__DallOrto

Già nell’Antico Egitto erano fabbricate in terracotta, avorio o stoffa e, grazie al clima secco, sono giunte fino a noi delle “pupattole” in tela. Negli stessi materiali e con qualche variante, le ritroviamo anche nell’Antica Grecia, dove sono state rinvenute due tipologie di bambola: una bambola in postura fissa, in piedi, seduta, intenta a qualche lavoro particolare, oppure snodabile. Non abbiamo inventato nulla. Già nella primissima civiltà ellenica le bambole potevano avere arti mobili che potevano essere cambiati in caso di rottura. Le prime erano le più economiche e le più semplici da creare in serie, infatti, c’erano già artigiani dediti alla costruzione di giocattoli. Le più costose erano ad arti mobili in terracotta,  in alabastro o avorio, materiali più pregiati e non alla portata di tutti.
Cosa raffiguravano e quale era il loro scopo?

Bambola snodabile in terracotta

Oggi, parlando di bambola, la prima immagine che passa nella nostra mente è una bionda super-magra e perfettissima Barbie! Lei è diventata l’obbiettivo e il simbolo di un’era e varie generazioni di bambine. Ha assunto forme, significati, raffigurazioni e ruoli diversi: dalla Barbie veterinaria, alla fiorista, alla sirena, alla regina del Natale, fino a diventare “Mamma Barbie e la piccola Shelly” con il bell’imbusto Ken.

Bambole-d’avorio-Romane-del-III-Sec-d-C.-al-Museo-Provincial-de-ALBACETE-SP

Bambole-d’avorio-romane-del-III-Sec-d-C.-al-Museo-Provincial-de-ALBACETE-SP

Nell’antichità le bambole dovevano essere un gioco educativo, molto più dei giocattoli per i maschietti. Questi oggetti assumevano le sembianze di donne adulte e SOLO adulte, mai bambine, perché dovevano diventare un esempio di ciò che la padroncina doveva emulare una volta diventata moglie e madre. Nella maggior parte dei casi l’aspetto ricalcava quello delle divinità, belle, perfette e assolutamente da venerare (vi suona nuova?).

A.C.-V-sec.-stele-funeraria-rappresentante-una-bambina-con-bambola-dalla-necropoli-del-Ceramico-Atene-GR

A.C.-V-sec.-Stele-funeraria-rappresentante-una-bambina-con-bambola. Dalla-necropoli-del-Ceramico-Atene-GR

Altra limitazione imposta dalla società dell’epoca era che, le ragazze, una volta in procinto di sposarsi, potessero giocarvi ancora fino alla sera prima del matrimonio. Successivamente, questi oggetti non potevano passare in eredità alle figlie, cugine, amiche più piccole… dovevano essere donate alle divinità della casa o dell’infanzia, Era, Demetra o Cerere, come offerta votiva per segnare il passaggio dalla fanciullezza all’età adulta. Abbandonare le bambole significava accettare la nuova condizione di donna, di trasformazione e crescita personale, sia fisica che psichica. Di conseguenza era un rituale di passaggio obbligato, perché non scelto volontariamente dalla ragazza ma scelto e imposto dalla famiglia e dai matrimoni combinati.

D.C.-II-sec.-bambola-della-bambina-Crepereia-Tryphaena-Musei-Capitolini-Roma

D.C.-II-sec.- Bambola-della-bambina-Crepereia-Tryphaena -Musei-Capitolini- Roma

Tornando alla visita fatta al Museo di Metaponto, ricordo in esposizione il corredo funerario di una bambina non ancora entrata nel mondo degli adulti. Nella sua tomba sono state ritrovate alcune bambole snodabili e non solo. Come d’usanza, le fanciulle morte prima del matrimonio venivano sepolte con abiti, gioielli e corredo da toeletta piccolo ed essenziale, a ricalcare le sepolture delle donne e ad indicare il passaggio rituale non avvenuto. I corredi presenti, però, erano due e di dimensioni diverse, perché il primo corredo piccolo era della defunta, il secondo in miniatura, era di una delle bambole. Giusto per sottolineare che, in circa duemila anni di storia, sono cambiati solo i materiali e le tecniche di costruzione: le bambole, soprattutto dei ricchi, erano arricchite da gioielli, corredo da toeletta, mobili, abiti e ninnoli abbinabili e acquistabili separatamente. Insieme a questi elementi, poi, si potevano trovare anche animali in terracotta, astragali (dadi fatti di ossa), ma erano giocattoli più adatti alla sepoltura di un maschio. Anche nella morte, i Greci segnarono chiaramente la differenza tra maschio e femmina, che dovevano essere ben distinguibili e onorare il loro essere individuale: ovviamente il tutto era necessariamente legato alle figure adulte che li circondavano.
Il tempo è passato ma certi giochi non passano mai di moda, esattamente come la loro funzione. Anche se nell’era moderna le bambole non sono più considerate “ufficialmente” un oggetto prettamente educativo e formativo, il progressivo abbandono segna ancora il cambiamento e la crescita di una ragazza. Per fortuna, ora il passaggio è volontario.

Di Tamara  V.  Mussio

Fonte: http://www.lundici.it/2014/10/le-bambole-nellantica-grecia-tra-gioco-e-rito-di-passaggio/

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