Le tante chiavi di San Pietro

Consegna delle Chiavi  di Girolamo Muziano (1528-1592)

Consegna delle Chiavi di Girolamo Muziano (1528-1592)

Nell’immaginario popolare il mazzo di chiavi di san Pietro è molto pesante. Ci potremmo chiedere perché ne debba avere così tante. Il paradiso avrà tante porte?

Io ho trovato una risposta. San Pietro ha  così tante chiavi perché ognuno di noi arriva con la sua. San Pietro si tiene le chiavi di tutti coloro che sono già entrati.

Supponendo per un attimo che il paradiso esista davvero, questo vuol dire che ognuno ha la sua entrata personale. Non si può entrare da quella di un altro.

Kafka ha scritto un racconto a questo proposito. Un uomo bussa alla porta della legge, ma il guardiano non lo fa entrare. L’uomo fa ritorno periodicamente, ma il guardiano lo manda via ogni volta e gli suggerisce di non riprovarci. Quando ormai è vecchio e agonizzante, l’uomo chiede perché non ha visto nessun altro tentare la sorte davanti a quella porta, e il guardiano gli risponde che essa era stata creata appositamente per il suo uso esclusivo.

Il mazzo di chiavi di san Pietro è una versione positiva del racconto di Kafka. Si tratta della stessa idea. Nella mia versione abbiamo la chiave e riusciamo a entrare, nella sua non abbiamo la chiave.

LE DUE GATTAIOLE

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Un artista giapponese aveva due gatti, uno grande e uno piccolo. Mise due gattaiole alla porta, una grande e l’altra piccola.

Un amico che passava di lì rimase sbalordito:

«Perché due gattaiole? Ne sarebbe bastata una sola!»

«Ma come? Così ce n’è una per ciascuno.»

«Ma scusa! Una grande sarebbe servita a tutti e due.»

«È vero. Non ci avevo pensato.»

Questa storia è un po’ strana. L’ho trovata su un libretto, Le chat et le samourai,  contes du Japon (II gatto e il samurai, racconti dal Giappone), di Perusat Stork.

È una raccolta di storie iniziatiche che stravolgono il senso della logica.

Qui troviamo due tipi di linguaggio: quello del cuore e quello dell’intelletto. L’artista aveva dei gatti mentre l’intellettuale no. Come avrebbe potuto quest’ultimo immaginare l’amore che l’artista provava per loro?

Potremmo pensare che la risposta dell’artista rivela uno spirito un tantino sempliciotto o potremmo pensare che significa:

«Io non uso l’intelletto in ciò che riguarda la sfera dell’amore. L’intelletto non ha spazio nel linguaggio del cuore. Io voglio regalare ai miei due gatti un’entrata su misura per ciascuno. Se il piccolo passa dalla gattaiola grande sono fatti suoi. Fa quello che vuole. Forse un giorno il grande si contorcerà come un pazzo per usare l’entrata piccola. Quello che voglio è assicurare ai miei gatti un’entrata a testa!».

 

Tutti abbiamo una porta fatta su misura per noi. Non possiamo passare tutti dalla stessa, per quanto grande essa sia.

Da “IL DITO E LA LUNA” di A. Jodorowsky

Foto web

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