CAVIE – Il falso video del ragazzino siriano, che corre tra gli spari dei cecchini, riesce a spiegarci bene come vengono manipolate le informazioni (e le menti di chi le riceve).

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Molti siti web-generalisti hanno contribuito alla circolazione di un falso video che si è diffuso come un virus, questo video, che riprendeva un ragazzo siriano che attraversa il fuoco dei cecchini per salvare una bambina, si è rivelato “falso” solo quando il produttore norvegese, Lars Klevberg, ne ha informato il pubblico. Uno degli obiettivi dichiarati dal regista norvegese era “vedere come i media avrebbero reagito ad un video falso.”

Ecco come è andato l’esperimento.

Tutta la stampa occidentale ha preso subito il video per vero, e lo ha usato per rafforzare gli argomenti del governo degli Stati Uniti nel raccontare quello che succede in Siria. Molte delle più importanti fonti ufficiali di notizie USA hanno cominciato a diffondere questa storia. Anche se il produttore ha detto di aver  calcato esplicitamente la mano per far capire a tutti che il video era falso,  perché il bambino non sarebbe mai potuto sopravvivere a tanti proiettili.

Propagandare false notizie sulla Siria, non è una novità per la stampa occidentale. Fin dall’inizio del conflitto molte storielle si sono rivelate fasulle, come quella dell’attivista anti-governativo “Gay Girl in Damascus”, che poi si è rivelato essere un uomo americano di mezza età in Scozia. Il siriano Danny Abdul Dayem che appare spesso nelle interviste della CNN ha usato spesso false sparatorie e falsi incendi come documenti nelle sue interviste.

Il falso video dei cecchini non è bastato da solo a sostenere quello che racconta il governo, come il video originale – ora cancellato – non ha permesso di capire di che parte fossero i cecchini che sparavano. Così i media di tutto l’Occidente hanno preso per buono il fatto che i cecchini fossero dei militari siriani che sparavano a dei bambini, senza nemmeno cercare una prova che potesse confermarlo. I giornalisti hanno trascurato di menzionare anche come siano giunti alla conclusione che un attore – che si trovava a Malta – abbia potuto essere colpito da militari siriani. Probabilmente la stampa occidentale è troppo pronta a fidarsi delle fonti pro-ribelli, anche perché il video è stato messo in rete da Sham Times, e accompagnato da un suo commento.

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Il Titolo di questo video dato dal Guardian era “Un ragazzino siriano salva una ragazza dai cecchini dell’esercito” e il Telegraph delicatamente commenta che forse l’esercito siriano in quel momento stavo usando pallottole a salve. International Business Times (IB) afferma, che “i cecchini, da quanto si dice, vanno ricercati tra le forze governative fedeli al Presidente siriano Bashar al-Assad.” IB Times non ha mai menzionato esplicitamente da chi ha avuto questa informazione, comunque ha fatto un passo in più ed ha concluso l’articolo dicendo: “certamente questo incidente non è il primo che vede i tiratori di Assad prendere di mira dei bambini”. Ebbene questa non è assolutamente la prima volta che i media mainstream presentano dei falsi reportage come se fossero fatti veri. Nel 2012, la CNN affermò che una pallottola che aveva ammazzato una bambina di quattro anni a Aleppo, era stata sparata da cecchini del governo, malgrado nello stesso servizio, avesse già ammesso che la pallottola era arrivata da un edificio dove erano asserragliati dei ribelli.

Altri giornalisti cercano notizie su Twitter per usarle come se fossero delle affermazioni documentate che dimostrano che cecchini dell’esercito sparano sui bambini. Vinnie O’Dowd che ha lavorato per Channel 4 e per Al Jazeera ha postato un tweet “Il Regime siriano prende di mira i bambini” e subito dopo, Liz Sly del Washington Post lo ha ri-tweettato incredulamente aggiungendo che i “Soldati continuavano a sparare” sui bambini.

Questi tweets erano in linea con i tweets spediti del Dipartimento di Stato -Twitter account @ThinkAgain_DOS – che accusava Assad di aver sparato quelle ( false) pallottole che apparivano nel filmato. Questo lascia tutti i dubbi immaginabili su una amministrazione americana che orienta l’informazione in base alle sue scelte politiche. Nel 2013 fecero affidamento sul materiale video trasmesso dai ribelli per giustificare il loro attacco programmato sulla Siria che seguì l’attacco chimico di Ghouta.

Osservando gli Osservatori (Esperti)

Ma non sono stati solo i media tradizionali a farsi facilmente ingannare dal film di propaganda, già bello e pronto, nemmeno gli esperti di video a cui hanno chiesto di controllarlo, non sono riusciti a riconoscere che il video era un falso. Il Telegraph si è difeso dichiarando che al momento gli esperti avevano detto di non aver nessun motivo per dubitare che il video fosse reale”. L’International Business Times ha fatto ancora un passo avanti ed ha dichiarato che gli “esperti hanno detto al Telegraph di non avere nessun dubbio sulla autenticità del filmato.”

Questo è molto strano, dato che tutti e due i bambini continuano a camminare dopo essere stati direttamente e ripetutamente colpiti dalle pallottole. Chi ha creato le scene di questo film ha detto di aver volutamente previsto questa sceneggiatura per lanciare un avvertimento e far capire che si tratta di un video falso. La mancanza di un controllo da parte degli esperti dei media impiegati, indica la loro incompetenza e lo stesso livello di biasimo che si meritano tutti i media che li hanno assunti.

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Heather Saul dell’ Independent ha scritto che uno degli “Esperti di Medio Oriente” a cui ha mostrato il video, era Human Rights Watch. In verità, Andrew Stroehlein, Media Director di Human Rights Watch European, non ha mostrato nessun dubbio sulla autenticità del filmato, quando lo ha tweettato a tutti i suoi followers. L’organizzazione per i Diritti Umani, di base a New York, non è nuova nel tweeting false informazioni, Il mese scorso hanno usato una immagine dell’incendio di Odessa, dove le milizie sostenute dagli USA bruciarono trentadue persone, come esempio delle “politiche poliziesche repressive” di Putin. Nel 2008 il Venezuela espulse due membri dello staff di HRW accusandoli di “attività contro lo stato” dopo che avevano prodotto un reportage contro il governo Chavez. Il giornalista del Guardian, Hugh O’Shaughnessy , accusò HRW dell’uso di informazioni false e fuorvianti divulgate per mezzo di un servizio di accusa, sempre pro-Washington. Nel 2009 HRW ricevette donazioni finanziarie dal governo Saudita e questo può servire a spiegare, in parte, il loro slancio anti-Siriano.

HRW assunse il cosiddetto esperto di video Eliot Higgins e il suo collega Daniel Kaszeta per indagare sull’attacco chimico del 21 agosto su Ghouta, e subito arrivarono alla conclusione che dietro l’attacco c’era il governo siriano. Daniel Kaszeta è stato accusato di essere un mistificatore dall’eminente fisico e Professore del MIT, Theodore Postol. Ma anche il CEO di HRW, Kenneth Roth, recentemente ha usato un rapporto di Eliot Higgins per diffondere delle affermazioni infondate sui ribelli ucraini che avrebbero abbattuto il volo Malaysian MH17. Heather Saul non ha risposto alla domanda che chiedeva se Eliot Higgins fosse stato uno degli esperti a cui si era rivolta, tuttavia, i principali media hanno citato questo video, che gli esperti non avevano riconosciuto come diffuso con la frode, tweetandolo e informando di non essere sicuri dell’autenticità, ma provocando comunque una reazione del pubblico.

Tuttavia molti spettatori che non sono certo degli esperti di video sul Medio Oriente, hanno immediatamente riconosciuto che il video era un falso e hanno cominciato a inondare i siti di social media, Twitter e YouTube, con i loro dubbi sulla autenticità del filmato. Se Heather Saul avesse usato queste persone come esperti, piuttosto che quelli di HRW, sarebbe arrivata alla giusta conclusione sul video. Ma forse è questo occhio imparziale che i media mainstream cercano di evitare. La stragrande maggioranza delle conclusioni di Higgins servono come appoggio e conferma a quello che racconta il governo degli Stati Uniti e il loro ordine del giorno: è questo il tipo di imparzialità che i media mainstream preferiscono.

Accuse al Producer

Invece di accettare umilmente la colpa per aver diffuso tanta disinformazione, molti giornalisti occidentali e i loro esperti hanno reagito accusando il produttore del film. La rabbia collettiva di tutti i media mainstream ha costretto il produttore del film a cancellare qualsiasi traccia di questo suo esperimento, costato 30.000 dollari. Alcuni giornalisti se la sono presa con Twitter per esprimere la loro rabbia e per essere stati esposti ad un facile inganno di propaganda messa a portata di mano.

Quegli stessi esperti che sono stati ingannati dal video hanno anche protestato vigorosamente e HRW ha denunciato che questo falso video ha “eroso la fiducia del pubblico nei reportage di guerra” in altre parole ha eroso la fiducia cieca nelle analisi fatte da HRW e nella propaganda di guerra. Eliot Higgins ha inviato una lettera aperta al produttore del film sul suo sito Bellingcat, condannandone la diffusione.

GlobalPost ha fatto riferimento a questo filmato definendolo “irresponsabile e dannoso” ma non perché è stato usato per spingere alla guerra e per le false accuse contenute. Quello che è il vero danno, che ha colpito sia i media-mainstream che i loro esperti, è che come risultato di tanto clamore e tanto parlare di questa “fregatura” i prossimi video dovranno essere controllati con un po’ di attenzione e la gente non si berrà tutto e subito, senza fare domande. Comunque è la “mancanza di verifica delle informazioni” da parte dei giornalisti quello che è veramente irresponsabile e dannoso.

Se il regista del film non l’avesse dichiarato, denunciando il falso, questi giornalisti avrebbero continuato – senza dubbio – a raccontare che quella storia è un chiaro esempio dei crimini di guerra compiuti dall’esercito siriano.

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Maram Susli anche nota come “Syrian Girl,” è attivista-giornalista e commentatore sociale sulla Siria e su argomenti di geopolitica, particolarmente sul magazine on line “New Eastern Outlook”.
Fonte: http://landdestroyer.blogspot.it/

Link: http://landdestroyer.blogspot.it/2014/11/what-fake-syria-sniper-boy-video-tell.html

MARAM SUSLI (landdestroyer.blogspot.it) –

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario.

Come Don Chisciotte

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