Cupucupe

Capodanno, per il mondo contadino, era tempo di serenate. Si voleva entrare nel nuovo anno con allegria e con la pancia piena, una volta tanto.
I ragazzi si armavano di cupucupe ed andavano in giro a cantare strofette, tramandate di generazione in generazione.

Eccone un paio, tanto per dare l’idea.

 

Agghiu cantato a hiuri ri cucuzza,
iessi zia mia ca sauzizza.

Agghiu cantatu a hiuri ri limuni
iessi zia mia cu buttigghiuni.

Agghiu cantato a hiuri ri granata
iessi zia mia ca suprissata.

Ecc. ecc.

 

Avete capito che si mescolavano lo scherzo e la speranza di racimolare qualcosa. E la speranza non andava mai delusa.
Con una caratteristica di tipo preventivo: il vino conteneva al 50% acqua.

Sapete, si aveva a che fare con dei ragazzi.

Questa foto presa dal web ci regala una simpatica vecchietta concentrata a suonare il suo cupucupe

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