U nonu ‘i Riggiu (Annona di Reggio), da frutto esotico a calabrese “De.Co.”

u nanu i rigggiu

 

Un frutto assai strano … una grossa mela, un piccolo melone … o una gigantesca fragola acerba! Ma cos’è? A Reggio Calabria, sul Lungomare Falcomatà, è un piacere passeggiare: magari ci si imbatte in Fata Morgana che con una sua magia fa restringere ancora di più lo Stretto e la bella Sicilia appare molto più vicina, le mura greche e le terme romane riportano ai fasti della storia e poi i profumi … del mare, del gelsomino e del bergamotto. E ancora la meraviglia dell’ esotico, con quegli alberi dai frutti strani, “diversi” e divertenti da ammirare … e c’è un frutto che in realtà è strano solo per chi non è del posto, perché i reggini lo chiamano amorevolmente “u nonu”.
Il nome scientifico è Annona Cherimola, una specie originaria degli altipiani andini di Ecuador, Bolivia, Colombia e Perù, introdotta in Europa dagli spagnoli nel XVI secolo, anche se le prime coltivazioni a Granada e Malaga risalgono al XIX secolo. Ebbene questo frutto tropicale ha trovato in luoghi come la Sicilia e la Calabria il luogo ideale per cresce e a Reggio Calabria e nel circondario è oramai presente da ben due secoli, tanto da ricevere il marchio De.Co. ed essere riconosciuto come prodotto tradizionale poiché, dalle varietà coltivate nella zona, la Fino de Jete e la Campas, ne sono derivate alcune varianti prettamente locali il cui sviluppo è stato favorito tanto dalla selezione spontanea, quanto dall’intervento degli agricoltori. La variante calabrese ha preso il nome di Annona di Reggio, comprendendo tutte le varietà specifiche della specie di Annona cherimola Mill. coltivate a Reggio Calabria e in tutta l’area costiera che va da Bagnara Calabra a Gioiosa Ionica, ma anche nella Sicilia orientale, la zona di Roccalumera (Messina). Occorre sottolineare che, prima che in Calabria, il frutto arrivò in Sicilia nel 1797 quando a Palermo, presso l’ Orto Botanico, si sperimentò la prima semina di Annona Cherimola in quanto in Trinacria, maestra della cucina agrodolce, si stavano sperimentando nuovi frutti da utilizzare in pasticceria e non solo. Col tempo il frutto si diffuse verso la Conca d’ Oro, raggiungendo le coste ioniche e Roccalumera; da qui approdò in Calabria nell’  ‘800 dove iniziò ad essere coltivata insieme agli agrumi, viste le comuni esigenze climatiche e colturali, ma ben presto divenne una cultivar specializzata con varietà, molto diverse tra loro, derivanti dal seme e varietà introdotte dalla Spagna.
La pianta presenta un albero di circa 2 metri e, in base al tipo, fiorisce da maggio e per tutta l’ estate, mentre i frutti potranno essere raccolti da settembre a dicembre, dopo circa cinque-otto mesi dalla fioritura e prima che il frutto raggiunga lo sviluppo completo ; l’ annona nella variante spagnola e locale apparirà diversa: di un colore verde brillante, dalla forma omogenea a cuore o conica, con buccia sottilissima la prima, con un buccia più liscia, di colore verde-giallo con macchie e venature marroni e un aspetto irregolare se non addirittura deforme la seconda. In entrambe le varianti, il peso del frutto è di circa 200 grammi e a maturazione sprigiona dei profumi davvero accattivanti. La sua polpa è morbida, cremosa, di colore bianco-crema, ricca di semi neri e poco succosa; ha un gusto dolce che si può associare ad un misto di banana, con un sottile accenno all’ananas, alla fragola e un insieme di frutti tropicali. Anche se il gusto, quindi, non sembra avere un’ identità precisa, chi lo ha assaggiato afferma di non abbandonarlo più, poiché il suo sapore, proprio per questa varietà di gusti, risulta molto accattivante. Oltre ad essere saporita, l’annona è molto nutriente, per via dell’altro contenuto di zuccheri e proteine, ma anche di  buone dosi di vitamina C, calcio e potassio.
Il frutto, ovviamente, si gusta meglio quando raggiunge la giusta maturazione e freddo. Per poterlo assaporare occorre tagliarlo a metà e utilizzare un cucchiaino, oppure tagliarlo in spicchi e addentarlo con piacere. Le pasticcerie Reggine non si sono trattenute nello scoperchiare questo scrigno di bontà ed impiegano U nonu per soddisfare tutti i palati più golosi:  e quindi si infornano dolci, si rimestano gelati, si realizzano marmellate e macedonie, ma anche distillati e liquori. Un frutto davvero versatile, insomma.
Tra le ricette più in voga, forse per la facilità di preparazione anche in casa, vi è il tortino di ricotta e annona, un dolce molto leggero e soffice: basta montare delle uova con una quantità di zucchero pari al loro peso con il guscio, fino a che il composto non avrà raggiunto un colore chiaro e una consistenza spumosa. Poi si aggiunge la stessa quantità di ricotta e poi di farina setacciata con del lievito. A questo punto si unisce la polpa dell’annona, precedentemente separata dalla buccia, ed il succo avanzato con il quale si diluirà tanto latte quanto ne basta per rendere l’impasto cremoso, ma non liquido. Una volta trasferito il composto in stampini imburrati, si potrà infornare per circa 40 minuti a 150°.
Incuriositi? Purtroppo l’ Annona di Reggio non è facile da trovare nei mercati ortofrutticoli, ma magari questa potrebbe essere l’ occasione giusta per fare una salto in Calabria e gustare un tortino all’ annona scambiandosi uno sguardo con Fata Morgana e la Sicilia.

Fonte: http://social.i-sud.it/_P3265-u-nonu-di-riggiu-da-frutto-esotico-a-calabrese-deco

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