Venerdì santo

Venerdì Santo. La processione alla Rampa.
Quanta gente!

Uno dei Fratelli, vestito con una tunica di canapa, il capo incappucciato ed una corona di spine, ad imitazione di Cristo, veniva caricato d’una pesante croce. In genere questo compito se l’addossava Francisco ra petra. Gli altri FratelliI si disponevano su due file davanti al prete, ciascuno con un oggetto diverso. Si andava da Sanzufia al Convento. Ogni tanto ci si fermava per ricordare le varie stazioni della Via Crucis.

La sera del sabato, quando si sentiva il borbottare dalla carrozza, perché le campane erano “legate” da giovedì notte, si tornava in chiesa per la liturgia della Resurrezione.

A Pasqua fusilli, polpette e vino a volontà. Nel cielo contadino non volavano colombe Melegatti. I dolci si facevano in casa. Abitualmente si provvedeva il sabato e questo per i ragazzi era un problema: l’uovo era nella lista dei cibi proibiti, non si poteva “cammarare”. Ma ogni tanto, di straforo, qualcosa si racimolava…

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