Gli amanti / Los Amantes – Jorge Debravo

a

 

 

 

Sono grandi, avventurosi, come fatti di luna nel

mezzo della notte.

Ardono come legno. Distillano un’acqua fresca e

deliziosa, come la linfa dei grandi alberi.

Non sembrano venire dalle rocce terrestri:

li immaginiamo germogliati

dalle caverne più selvagge e profonde.

 O saliti forse da un fosso oceanico

dove hanno appreso dalle sirene l’arte dell’abbraccio

fino ad avere braccia trasformate in serpenti.

Se non avessero nomi come i nostri, non li

crederemmo umani. Li penseremmo abitanti di

stelle sconosciute, di pianeti di frumento.

Nell’ombra si confondono, a volte,

con gli dei.

Scivolano e si spaventano come animali,

assomigliando oltremodo agli dei.

Non osano la parola:

usano il gemito e il sussurro.

Le parole più corte della terra

e più parole, senza dubbio.

Quando torno a casa chiederò alla Morte

che non venga per loro.

Sarebbe bello  che li lasciasse liberi per sempre

e che uscissero per strada abbracciati,

come profeti di un rito vegetale e poderoso.

Noi gli canteremmo canzoni di allegria

e gli metteremmo collari di foglie fresche.

Grandi collari utili come guanciali

quando si trovassero

senza cuscini in qualche luogo amaro della terra.

 

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