PLINIUS : le richieste del pm Luberto

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 Circa dieci ore di requisitoria per giungere alla richiesta finale: nessuna assoluzione e condanne per circa 217 anni e 7 mesi in totale. E’ questa la conclusione del Pubblico ministero Vincenzo Luberto al processo dedicato all’operazione Plinius dello scorso 12 luglio 2013. restano ora gli interventi finali degli avvocati in una serie di udienze impegnative programmate quasi ogni giorno fino al 20 luglio. Le richieste del Pubblico ministero sono state accolte con freddezza. I primi commenti sono di cautela.

Probabilmente gli avvocati difensori avevano già fatto un certo calcolo mettendo in conto le coclusioni a cui è giunto il Pubblico ministero. Il collegio giudicante, attento come sempre, presieduto da Paola Del Giudice, a latere Rosamaria Mesiti e Antonietta Dodaro, ha appuntato ogni elemento utile da rivedere e tenere in considerazione in fase di giudizio finale. Il Pm Luberto è andato avanti per capi di imputazione e quindi per argomenti puntando su più livelli fino a giungere a chi ha avuto un ruolo marginale. Tutti colpevoli, nessuna assoluzione, ha detto in conclusione. Obiettivo puntato su Mario Stummo, Alvaro Sollazzo, e poi su Mario Nocito, l’avvocato che si sarebbe occupato di tenere i collegamenti fra la malavita e l’amministrazione comunale e il sindaco Pasquale Basile, per l’accusa bene inserito nell’intero sistema che al vertice doveva far capo, per forza di cose, alla locale di Cetraro. «Basile viene promosso sindaco dalla criminalità scaleota – afferma il Pubblico ministero Luberto – per fare quello che poi ha fatto».

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Pm Luberto


Nelle conclusioni il teorema dell’esistenza di una ‘ndrina a Scalea che fa capo a Cetraro alla famiglia Muto. “Che ci sia una potente organizzazione criminale che si chiama Muto – ha detto Luberto – è cosa risaputa”. Il riferimento agli anni Ottanta: “Nel 1980 veniva ammazzato Giannino Losardo scatenando un’attenzione incredibile per questi luoghi. Aveva osteggiato in maniera pubblica e clamorosa il clan Muto”. Ma poi anche l’influenza territoriale su Scalea: “Nel 1993 viene arrestato Franco Muto, insieme al marito della sorella di Mario Stummo: Passariello che viene condannato quale unico consorziato in un territorio che ricomprende quello di Scalea”. Ma la dimostrazione dei collegamenti che il Pm vuole dare viene ripercorsa nel più recente processo Azimuth del 2006: “Si era fatto un nuovo processo, che si conclude a distanza di tredici anni dal precedente, e che ci dice che tutto cambia e nulla cambia. Nulla per il territorio è cambiato”. Poi la carrellata di collaboratori di giustizia che dicono la verità sui rapporti intercorsi fra Mario Stummo e Franco Muto, ma non parlano della famiglia cetrarese. “Ormai si è raggiunta una carica intimidatoria – ha detto il Pm – proveniente dal solo pronunciare la parola Cetraro”. E poi “Il fatto che quando c’è qualcosa di importante si debba informare Cetraro si intuisce dal capo 1 del processo Plinius con la vicenda di Adiletta. O il 25 gennaio del 2012, quando Montaspro ribadisce a Nocito che sono i cetraresi a decidere”. Il Pubblico ministero Luberto ha toccato tutti i temi durante la sua requisitoria. Partendo dalla gestione della gara dei rifiuti e puntando più volte il dito contro l’ex sindaco Pasquale Basile e contro l’avvocato Mario Nocito. “Abbiate considerazione delle conversazioni che avvengono presso lo studio dell’avvocato Nocito – ha ribadito -. Qui si ottengono cose concrete, ci si siede, si decide”.

Dai rifiuti alla questione dell’area demaniale Frangivento, quello che Luberto definisce il “Il secondo grande affare della Giunta comunale”. La figura di Mauro Campilongo, ancora una volta vista di traverso dal Pubblico ministero, ma la strategia precisa posta in essere da Galiano, Basile e De Rosa per costringere l’ex esponente dell’opposizione alle dimissioni. “La malafede di Campilongo che con Mario Russo ordisce il progetto di spargere la voce delle sue dimissioni”. Il racconto del Pm passa dall’affare dei parcheggi che avrebbe dovuto gestire Stummo, alla questione dei cartelloni pubblicitari con la spartizione delle fette di mercato. E poi il centro commerciale, il bando per il compostaggio, gli stabilimenti balneari ed il pagamento fino alla figura di Luigi De Luca che rinchiude una donna nella cella frigorifera.

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LE 29 RICHIESTE DEL PM VINCENZO LUBERTO:

  1. Antonino Amato, 6 anni;

  2. Nicola Balsebre 7 anni e 6 mesi;

  3. Pierpaolo Barbarello, 3 anni;

  4. Pasquale Baasile 15 anni;

  5. Giuseppe Biondi, 4 anni e 10 mesi;

  6. Vincenzo Bloise, 7 anni;

  7. Luigi Bovienzo, 2 anni e 8 mesi;

  8. Maurizio Ciancio, 1 anno e 9 mesi;

  9. Santino Crisciti, 6 anni;

  10. Luigi De Luca 18 anni;

  11. Francesco De Luca, 11 anni;

  12. Giuseppe Forestieri, 1 anno;

  13. Agostino Iacovo 7 anni;

  14. Corrado Lamberti, 4 anni;

  15. Olgarino Manco, 2 anni e 8 mesi;

  16. Pino Manco, 2 anni e 8 mesi;

  17. Riccardo Montaspro 7 anni e 2 mesi;

  18. Mario Nocito 15 anni;

  19. Eugenio Occhiuzzi 4 anni e 6 mesi;

  20. Giovanni Oliva 2 anni e 8 mesi;

  21. Rodolfo Pancaro, 8 anni;

  22. Angelo Silvio Polignanom, 7 anni e 6 mesi;

  23. Francesco Paolo Pugliese, 7 anni e 6 mesi

  24. Cantigno Servidio, 13 anni;

  25. Alvaro Sollazzo 14 anni;

  26. Mario Stummo 21 anni;

  27. Antonio Vaccaro 2 anni e 8 mesi;

  28. Marco Zaccaro 7 anni

  29. Giuseppe Zito 7 anni e 6 mesi.

Fonte: http://www.miocomune.it/cms/tirreno/tirreno-news/cronaca/…

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