Sanità, trasporti, scuola, poste, beni comuni …? – SVENDESI, ai soliti papponi

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Siccome in Italia i trasporti sono pubblici la gente pretende che siano economici e anche perfetti e siccome non lo sono non fa che lamentarsi: è una vergogna, indegna di un paese sviluppato, sentivo dire quest’estate quando un treno non era in orario. Lo stesso per gli altri servizi pubblici, sanità, scuola.
Nell’America post-reaganiana e iperliberista i trasporti non funzionano meglio, anzi: gli autobus extraurbani (treni ce ne sono pochissimi) e gli aerei sono sempre in ritardo, a volte di ore. E costano parecchio. Ma nessuno protesta: perché sono compagnie private e l’unico obiettivo delle compagnie private, si sa, sono i profitti degli investitori; la soddisfazione degli utenti non è un fine in sé bensì un mezzo per avere successo, e successo e qualità sono la stessa cosa. Chi non è contento può rivolgersi alla concorrenza: ammesso che ci sia, che offra un servizio migliore e che i prezzi siano alla sua portata. Lo stesso per la scuola e la sanità: chi vuole spendere poco è giusto che si accontenti di servizi di basso livello; l’eccellenza c’è ma è cara e va bene così (si chiama libero mercato).
A questo porterà lo smantellamento del settore pubblico che Renzi sta perpetrando: non alla precisione di svizzeri o tedeschi, al contrario, a un sistema privato all’americana, in cui si riceve in proporzione di quanto si è pagato.
L’America stessa era diversa, trent’anni fa, e abbastanza simile all’Italia di oggi: aveva bisogno di riforme e invece, con la scusa della crisi, è stata svenduta alle corporation. Tornare indietro sarà difficile: ci sta provando Bernie Sanders (e in Inghilterra Jeremy Corbyn) ma gli ostacoli sono immensi. In Italia siano ancora in tempo per non ripetere quello storico errore: però il boy scout che ha il mito di Blair ed è amico di Marchionne va fermato subito. Qualunque alternativa è preferibile e chi non lo crede vuol dire che in fondo la deregulation piddina non l’ha capita o gli fa comodo.
Ovviamente poi bisognerà curare l’Italia: ci sono intollerabili abusi, sacche di insostenibile inefficienza e privilegio, sprechi assurdi, ridicoli favoritismi, clientelismo, pressapochismo. Ma possono essere affrontati uno alla volta, a cominciare dalla piaga più grave, quella dell’evasione, e dalle sue cause, corruzione e garantismo. Senza snaturare il nostro stile di vita e senza distruggere uno Stato sostanzialmente sano per dare la società in pasto a multinazionali che non rispondono ai cittadini ma solo alla finanza globalista e ai ricchi che la controllano.

Di Francesco Erspamer
Fonte: dalla pagina facebook dell’autore
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