Piumini d’oca e storie di atrocità

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Nella morbidezza di piumini e trapunte in piume d’oca si celano storie di atrocità, crudeltà e sofferenza, spesso messe in luce dalle associazioni animaliste. La pratica di strappare le piume agli animali vivi infatti è molto diffusa, soprattutto in Cina, ma anche in buona parte dei paesi europei come Polonia, Ungheria, Islanda, Francia, Italia e Irlanda. Una pratica tra l’altro molto redditizia: secondo alcune stime in Gran Bretagna il mercato della piuma vale 2,6 milioni di sterline.

I volatili vengono appesi per il collo, con le zampe legate, mentre gli vengono strappate tutte le piume dal corpo. Altre volte gli animali vengono semplicemente immobilizzati tra le ginocchia degli addetti ai lavori. Le oche dimenandosi si feriscono gravemente. Questa vera e propria tortura inizia quando le oche hanno appena otto settimane di vita, e viene ripetuta ogni otto settimane per altre due o tre volte, prima di essere uccise. A volte insieme alle piume vengono strappati anche brandelli di pelle. A prodotto finito è davvero impossibile sapere se la spiumatura è stata fatta su animali vivi o morti.

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Come scegliere piumini e coperte ecologici
Ora che l’inverno è ormai alle porte, è giunto il momento di tirare fuori coperte e piumini dagli armadi per affrontare al meglio la stagione fredda.Ma quali coperte e piumini scegliere? Oggi, la maggior parte dei prodotti convenzionali è imbottita con piume e piumette di oche che vengono spiumate vive: una pratica atroce, che provoca grande sofferenza agli animali. Forse non tutti sanno che esistono delle alternative: dai piumoni che vengono realizzati con piume di oche che non vengono spiumate in vita alle coperte in tessuti alternativi, come la canapa e il kapok, fino ai piumini in cotone biologico.

Trapunte in cotone bio
Che si tratti di piume piccole o grandi poco importa: la scelta di un piumino d’oca ha in ogni caso forti implicazioni etiche. La scelta ottimale da questo punto di vista sono sicuramente le trapunte e i piumini con un’imbottitura in puro cotone biologico. La prima cosa da fare al momento di scegliere il prodotto da compare è dunque accertarsi che il cotone provenga da coltivazioni biologiche controllate, dove non sia fatto uso di pesticidi e diserbanti. Il cotone non deve essere candeggiato, colorato o sottoposto a trattamenti con prodotti di sintesi per essere sicuri di non incorrere in reazioni allergiche e che venga ben tollerato dalla pelle.

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Un’imbottitura in cotone è l’ideale anche per altri motivi: si può lavare a 60° ed è quindi molto igienica e adatta a persone che soffrono di allergie particolari. Trovare coperte e piumoni confezionati con questi criteri non è facile, ma cominciano ad essere sempre più numerosi i produttori che anche nel campo delle trapunte scelgono le fibre naturali come il tedesco Kleiner, distribuito in Italia, che utilizza cotone biologico, certificato da Skal (Kontrollstelle fur okologischen Landbau), e non trattato.

Lana sì, lana no
Trattandosi di fibra naturale, la scelta di coperte di lana non sembrerebbe avere particolari controindicazioni. In realtà non è proprio così. «Anche la lana, come tutte le fibre vegetali» spiega l’agronomo Filippo Perretti «se non è certificata bio, viene sottoposto a una lunga serie di trattamenti, tra i quali il più pesante è la tintura, a base di sostanze di sintesi i cui residui poi possono essere rilasciati durante l’uso o assorbiti dalla pelle. Ecco perché è importante scegliere una lana certificata bio, il cui unico problema oggi è il prezzo, che diventa esorbitante quando da un piccolo capo di vestiario si passa a una coperta a una o due piazze».

C’è poi una questione di fondo che riguarda il trattamento degli animali. Oggi gran parte della lana viene ottenuta da pecore Merinos, selezionate appositamente negli anni in modo da avere animali con l’epidermide esageratamente grinzosa, questo perché ad un maggior numero di pieghe della pelle corrisponde una maggiore quantità di lana, prodotta a tutta vantaggio degli allevatori, ma a svantaggio degli animali. Nei climi caldi, più pieghe significano una più intensa sudorazione e quindi una maggiore predisposizione alle punture delle mosche, che porta a infestazioni da parte delle larve di tali insetti che si insediano nelle pieghe dell’epidermide degli animali.

Per far fronte a questa situazione, gli allevatori eseguono «un’operazione» senza anestesia che consiste nell’asportazione di lembi di carne dalla zona circostante l’ano, lasciando una dolorosissima ferita sanguinante. Va poi detto che senza l’intervento umano la lana delle pecore crescerebbe nella misura sufficiente per proteggerle dal freddo. L’intervento dell’uomo ha portato anche alla selezione di razze diventate vere e proprie mostruosità e che non potrebbe sopravvivere libere in natura in quanto l’esagerata quantità di lana, spesso metà del peso corporeo, comporta grandi sofferenze durante i mesi estivi. Senza contare che nella sola Australia, dopo la tosatura, circa un milione di pecore muore ogni anno per il freddo.

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Un altro aspetto critico delle coperte di lana, soprattutto in lana Merinos,è la possibile presenza di un’elevata concentrazione di acari. Proprio per questo non sono sicuramente il tipo di coperta adeguato per persone allergiche, per i quali le coperte sintetiche o in cotone biologico possono costituire un’alternativa.
Anche le coperte in materiali sintetici tuttavia hanno delle controindicazioni. Recentemente alcune ricerche hanno messo in luce come trapunte e cuscini in fibre sintetiche non sono adatte ai bambini asmatici. Lo studio condotto in Australia su un campione di 6387 bambini di 7 anni di età, ha dimostrato come bambini che dormivano con coperte sintetiche, in particolare di poliestere, abbiano più spesso attacchi di asma e maggiori difficoltà respiratorie rispetto a quelli che dormono con coperte imbottite di piume. Secondo questa ricerca, trapunte e cuscini sintetiche, così come le coperte elettriche, raddoppierebbero il rischio di questi attacchi, peggiorando significativamente le funzionalità respiratorie. Queste coperte sarebbero insomma un ricettacolo di polvere, acari e altri allergeni, in misura maggiore rispetto a quelle in piume.

Canapa e kapok
Valide alternative alla lana e ai piumoni sono la canapa e il kapok. Le coperte in canapa si trovano sul mercato confezionate anche su misura e in una vasta scelta di colori. Un materiale che da sempre è stato usato per fabbricare lenzuola, coperte, pantaloni e i tipici pelorsc, le coperte che venivano utilizzate in passato durante i lavori in campagna, come i teloni per coprire i mucchi di fieno o per battere le granaglie.

In commercio esistono anche delle trapunte in kapok, una fibra vegetale selvatica d’alto valore, tenera, liscia e morbida, proveniente da un albero usato già ai tempi dei maya. Le fibre vengono estratte dalle capsule dell’albero omonimo che cresce in regioni tropicali e in assenza di concimi chimici, e presentano notevoli vantaggi rispetto ad altre fibre: non si infeltriscono e non si raggrumano, come avviene per esempio con la lana e con il cotone. In più, il kapok respira, uno strato di cera naturale fa sì che l’umidità non venga assorbita, ed è particolarmente igienico: possiede infatti una sostanza amara, in grado di tenere lontane tarme e acari; una qualità che naturalmente lo rende adatto alle persone allergiche o particolarmente sensibili.

Fonte: http://www.terranuova.it/Novita-dal-mondo-Terra-Nuova/Piumini-convenzionali…/

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