E poi ci sono i bivi. A ognuno il suo.

 

bivio

Siamo animali sociali e per questo amiamo stare in gruppo. E ancor di più avere fiducia, punti di riferimento, spalle su cui piangere, compagni di viaggio per divertirci, amici che ci fanno sentire “a casa, “stampelle” su cui appoggiarci. Questo ci dà sicurezza e appaga il nostro bisogno di sentirci amati.

E’ naturale. Il punto è che diamo per scontate un sacco di cose.

Ci aspettiamo di venir rispettati dalle persone. Stimati e amati per sempre. Ci aspettiamo che siano disponibili, che ci ascoltino, che ci cerchino, che si ricordino sempre di noi. Ci aspettiamo che la nostra intesa non cambi con il tempo e che continui a produrre soddisfazioni. Inalterate. Granitiche.

Ce lo aspettiamo soprattutto da quelle persone a cui teniamo di più. Quelle con cui abbiamo costruito qualcosa che sia un’amicizia, una relazione d’affetto o un rapporto di lavoro. Quelle con cui abbiamo condiviso spazi del nostro tempo, attimi di felicità, benessere e divertimento, o momenti bui della nostra esistenza. Quelle a cui abbiamo fatto delle confidenze, abbiamo aperto le porte del nostro cuore, abbiamo consolato, aiutato, supportato. Quelle in cui abbiamo creduto insomma, le persone che in qualche modo hanno fatto un pezzo di strada con noi. E abbiamo pensato che questo potesse significare che sarà per sempre così.

Ma questo è un film che ci siamo fatti. E’ una produzione della nostra mente. Siamo ottimi registi.

La vita non è così. O almeno non sempre e soprattutto non è prevedibile.

I legami forti esistono. Per fortuna. Nessuno lo nega. Ma l’esistenza nostra e degli altri ha mille forme, cambia ogni giorno e noi con lei. O lei con noi.

 

E poi ci sono i bivi. A ognuno il suo.

Ognuno ha il suo percorso che sfugge alla nostra attenzione poiché noi, tutti, siamo concentrati sulla nostra, di vita. Siamo tutti un po’ egocentrici e pensiamo che quello che vediamo e sentiamo noi sia lo stesso per gli altri. Ma questo è un grave errore.

Ciò che vediamo e percepiamo passa attraverso il filtro della nostra esperienza personale. Unica e irripetibile. Così, questo modo di sentire e di gestire le relazioni porta inevitabilmente a conflitti e incomprensioni che raramente vengono affrontati con la voglia di trovare un punto di incontro e pertanto, raramente lo trovano.

Le pretese non aprono le porte della vita, e soprattutto quella di essere sempre al primo posto ci arrecherà solo dispiaceri, ci farà sentire incapaci, inutili, offesi o arrabbiati se le nostre aspettative non saranno soddisfatte.

L’aspettativa è un ottimo modo per dare a qualcuno il potere di decidere se meritiamo di essere felici.

E allora più saggio è coltivare l’attimo, godere di ciò che ci gratifica, e porre i semi buoni nel terreno fertile. Se sono forti, germoglieranno anche senza la spinta iniziale.

Essere riconoscenti per quanto abbiamo avuto e per la gioia che ci è stata concessa, raccogliere spicchi di luce lungo la strada, e metterli insieme per vedere meglio e più lontano. Con apertura d’animo e serenità.

 

Imparare a lasciar andare ciò che rende fragili e toglie autonomia, sforzandosi di abbandonare la dipendenza dagli altri. Da quello che fanno gli altri. E da quello che pensano.

Nulla ci è dovuto per sempre.

Questa predisposizione d’animo opererà per noi un’alchimia. Ci renderà liberi.

E allora, ciò che accadrà, andrà bene. Comunque. Perché alla fine, anche se non lo vogliamo ammettere perché ci fa paura, ognuno di noi cammina solo, ognuno ha la sua strada e il suo destino. Esserne consapevoli ci renderà forti e coraggiosi.

Buon cammino.

Di Daria Cozzi

Fonte: http://www.lundici.it/2014/11/quando-gli-altri-ci-deludono-di-chi-e-la-colpa/

Foto RETE

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