Scuola Media

franco giampaolini, luigi cosma mario 1964bis

 

Adolescenti.

I miei genitori procuravano il necessario nei campi, io andavo a bottega perché volevo fare il falegname.

Nei primi anni Sessanta ad Orsomarso venne aperta un  sezione staccata della Scuola Media di  Scalea.

In prima molti eravamo “fuori quota”.

Fu una svolta nella vita di tanti ragazzi, figli di operai o di contadini. 

Non ho più fatto il falegname, mi sono guadagnato la pagnotta facendo altro.

Guardando questa foto di Franco Giampaolini (nella quale si riconoscono lo stesso Franco, Luigi, Cosma e Mario), mi è tornata alla mente una pagina di Corrado Alvaro.

 

 

“A un certo punto della vita, né troppo presto né troppo tardi, l’uomo ha diggià vissuto. Voglio dire che la sua fantasia s’è chiusa, che gli anni a venire non saranno più che l’illuminazione di quelli passati. Le cose avranno perduto il loro potere di rivelazione, le loro suggestioni, e le scoperte saranno rarissime.

L’infanzia e l’adolescenza sono i temi fondamentali della vita; una vita riuscita, disse qualcuno, non è che l’adempimento di quello che s’è sognato da ragazzi. Allo stesso modo una vita piena esiste in quanto fu pieno di fatti, di esperienze, di visioni, il tempo giovanile. Ognuno di noi vive nel riflesso di quello che fu ragazzo, e avanzando negli anni i ricordi e le impressioni divengono più chiari, escono dai loro nascondigli, il presente si colora del riflesso del passato.

La seconda parte della vita nostra la passiamo come in un paese straniero, in esilio; e ogni mutamento cercato che ci debba mutare ci trova per sempre estranei. Inconsciamente i padri sentono queste cose quando fanno notare ai figli un paesaggio, il colore di un frutto e d’un albero, l’aspetto della casa natale, le feste: essi stanno attorno ai figliuoli preoccupati che vedano tutto e ne godono a pieno, poiché sanno che più tardi le cose non avranno più lo stesso colore.

L’infanzia e l’adolescenza, e gran parte della giovinezza sono l’inventario dell’universo, la riserva dei tempi in cui avrà cessato di parlare la fantasia. Accade molto spesso agli uomini di sorprendersi in un atto qualunque, in un movimento di pensieri che sembra ad essi di ripetere come in sogno: non sono altro che le intuizioni dell’infanzia che tornano vive e vere, sono il compimento di un moto dello spirito, un tempo accennato, finalmente compiuto”.

 

Corrado Alvaro, Memoria e fantasia, in Cronaca e Fantasia, “Le edizioni d’Italia”, Roma, 1934, pp. 28-29.

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