FEDRO – Il calvo e la mosca

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Una mosca mordicchiò la testa pelata di un calvo, e lui, tentando di schiacciarla, si diede uno schiaffone. Allora quella, deridendolo, “Per una puntura di un esserino alato hai deciso di vendicarti con la morte; che cosa farai mai a te stesso che al danno hai aggiunto lo scorno?”. E quello rispose: “Con me torno facilmente in buona grazia, perché so di non avere avuto l’intenzione di colpirmi. Ma te, bestiaccia di razza spregevole, che ti diletti a bere sangue umano, vorrei uccidere a costo di procurarmi un danno anche maggiore”. Questo apologo suggerisce di perdonare chi sbaglia involontariamente. Ma chi fa del male di proposito, ritengo sia meritevole di qualsiasi genere di punizione.

Fedro, V, 3.

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