Anno Santo – 1950

 

 

 

A Roma per l’Anno Santo.

 

Di questa bella compagnia posso indicarvi solo qualche nome: da sx Salvatore Bottone, don Cosma Salerno e Giovanni Aronne. Mi sembra siano presenti anche Peppino Gervaso e Raffaele Russo.

 

Indetto da Papa Pacelli, Pio XII, con la Bolla “Jubilaeum Maximum” del 24 maggio 1949.

 

In un anno che registrò nei mesi estivi punte di calore di 35-37°C, il Papa aprì la Porta Santa in un clima di gravi tensioni internazionali. Il presidente Truman ruppe la tradizione inviando per primo il messaggio al Pontefice, cosa che fu letta da molti come l’implicita approvazione degli Stati Uniti al deciso anticomunismo di papa Pacelli, poco prima attaccato dalla stampa sovietica. Durante i giorni torridi del 1950 vi fu un tentativo di rottura del cerimoniale da parte di una donna, Ermide Sincini, che eluse temporaneamente la sorveglianza delle guardie svizzere e quasi raggiunse il Pontefice. Il giubileo del 1950 vede la nascita del turismo religioso di massa. Il governo De Gasperi fece di tutto per assicurare l’accoglienza di milioni di pellegrini, ai quali fu consegnata una “Carta del Pellegrino” che in territorio italiano ebbe validità di passaporto. l’accoglienza dei turisti dell’Anno Santo 1950 fece sviluppare il settore edilizio con la costruzione dei villaggi dei pellegrini alle porte di Roma. Uno dei principali fu il villaggio San Filippo Neri sulla via Cassia, che contribuì all’espansione urbana della zona settentrionale di Roma, fino ad allora emarginata. Si ricorda il Giubileo di Pio XII come Anno Santo in cui decolla il mercato dl souvenir, non senza polemiche da parte della stampa laica per il dubbio gusto di alcuni oggetti in vendita nella Capitale.

 

Il Giubileo del 1950 fu l’anno della proclamazione del dogma dell’Assunzione di Maria in cielo.

 

Fonte: http://www.panorama.it/cultura/secolo-giubilei-1900-2000/

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