Il peggio che ci aspetta

 

Gli italiani che mi stanno più sulle palle sono quelli che si consolano pensando che tanto sono tutti uguali e con la stessa scusa giustificano la loro inettitudine; quelli che, in altre parole, usano il massimalismo e l’avventurismo per non ammettere il loro fallimento storico. Rispetto alla politica italiana ma anche a quella estera, di cui di solito sanno poco e non gli interessa informarsi.
Se alle elezioni americane avesse vinto Hillary Clinton, certo, non avrebbe fatto la rivoluzione che la sinistra radicale italiana sa fare solo a chiacchiere o pretende dagli altri, incapace persino di organizzarsi in un partitino che superi il 5% di consensi. Clinton avrebbe continuato a sostenere la globalizzazione e il liberismo. Ma avrebbe anche dovuto fare i conti con il movimento messo in piedi da Bernie Sanders, arrivato pericolosamente vicino alla nomination malgrado l’ostilità e gli imbrogli dell’establishment democratico e i finanziamenti di Wall Street alla sua rivale. Ci sarebbero state insomma le condizioni per un graduale spostamento del paese verso sinistra.


Con Trump, scordatevi le lotte contro il cambiamento climatico, contro il razzismo strisciante, contro i miliardari e l’ineguaglianza economica, contro le prepotenze militari e l’escalation nucleare, contro gli abusi polizieschi, contro la privatizzazione del settore pubblico, contro la resa della politica e delle istituzioni alle lobby, contro le discriminazioni nei confronti dei gay o delle donne, contro una democrazia ostaggio del denaro e dei media. Scordatevele. In una settimana siamo tornati indietro di anni e bisognerà ricominciare a combattere per le più basilari libertà, inclusa quella di espressione e di assembramento, e i diritti fondamentali. Se per fermare Trump impiegheremo due anni, avremo perso due decenni; se quattro, ne avremo persi quattro; se di più, avremo perso e basta. Perché nel frattempo il neocapitalismo mica si sarà fermato: avrà portato avanti la sua opera suicida di annientamento del patrimonio naturale, sociale e culturale faticosamente accumulato dalla natura in milioni di anni e dalle civiltà in millenni. E il punto di non ritorno, oltre il quale si precipita in ogni caso verso la catastrofe, è pericolosamente vicino.


Perché questo post? I suddetti massimalisti e avventuristi sono quasi sempre anche antiamericanisti pregiudiziali, ai limiti del razzismo; e molti altri italiani pensano che l’America sia lontana. Cazzi loro. Purtroppo è facile prevedere che tanti piccoli Trump sorgeranno presto anche in Europa, galvanizzati dalla fascistizzazione del paese più potente del mondo e sicuri del suo sostegno; quella che fino a pochi mesi fa era la destra sociale getterà la maschera democratica che credeva obbligatoria e tirerà fuori dall’armadio la camicia nera e il manganello e soprattutto la retorica della forza. Guardate l’America per vedere cosa vi aspetta, se non vi svegliate subito.

 

FRANCESCO  ERSPAMER

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