Pedro Paez: “Si sta preparando per l’Europa un’agenda di destabilizzazione e predazione con un ottica di rapina come in America Latina”.

 

Pedro Paez è attuale Soprintendente dell’Antitrust ecuadoriano ma già ideatore della Nuova Architettura Finanziaria proposta dai paesi Latinoamericani con la volontà di superare la situazione di soggiogazione economica, finanziaria e finanche politica dei paesi latinoamericani dai condizionamenti di Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale e Banca Interamericana di Sviluppo, tra gli atri.

Parliamo con il dottor Paez, di uno dei tre filoni in cui si costituisce la c.d. Nuova Architettura Finanziaria: Banco del Sud, Fondo del Sud e SUCRE. Quest’ultimo (meccanismo di compensazione finanziario per gli scambi commerciali della regione) permetterebbe a questa di emanciparsi dal dollaro come moneta di scambi internazionali, ma è anche (come vedremo) un interessante esperimento per l’Europa.  

   

D:COME STA ANDANDO IL PROGETTO DEL SUCRE IN AMERICA LATINA?

Il SUCRE è un progetto che da molto tempo sta subendo un’offensiva importante di discredito, ma il suo trionfo è in sé  determinato dalla sua prima transazione. Con questo si ha dimostrato che era una falsità assoluta, una menzogna ciò che si insegna nei libri di testo e che la narrativa delle grandi banche transnazionali impone è assolutamente falsa. Si diceva che eliminare tutti i costi d’intermediazione nelle transazioni non era possibile. Questo, non è vero: è possibile.

Sapete che le transazioni che Italia ha con il Marocco, per esempio, devono passare per la Riserva Federale degli Stati Uniti? Si deve pagare in dollari, non in euro. Non nella moneta marocchina. Bisogna avvalersi di contratti con banche degli Stati Uniti e passare per un monopolio privato che si chiama Swift, il quale nominalmente si trova in Belgio, anche se ci sono indiscrezioni che sia legata ai servizi segreti degli Stati Uniti. Si tratta, in poche parole di un monopolio mondiale del dollaro, controllato dalle reti anglo-americane, che da una parte rende più care le transazioni internazionali, mentre dall’altra determina il possesso di informazioni finanziarie molto delicate, che possono avere influenza nelle decisioni speculative della grande finanza. Si pensi all’importanza di conoscere informazioni riservate  sui flussi di capitali verso e da una nazione e/o una impresa, sia per debilitare quella stessa nazione/impresa, sia per operare sul mercato della borsa valori.

Credo che sia importante che tra i paesi dell’America Latina esista un sistema come quello del SUCRE, che se da un lato ancora non entra a pieno regime dall’altro continua ad avere adesioni recenti, come per esempio Uruguay e Salvador.

Ma è importante andare nel dettaglio. La tecnologia del SUCRE può essere simile a quella dell’ECU, ma si basa in una nuova piattaforma che è un ibrido tra la liquidazione lorda in tempo reale, che si fa in titoli di valori immediatamente negoziabili che è il paniere delle monete del SUCRE e la liquidazione netta in moneta forte, come il dollaro, la quale permette avere una quantità di altre opzioni come sconti, ri-sconti, factoring, eliminazioni  delle carte di credito, credito per il capitale circolante, credito per lo stimolo alla produzione,… che permette di avere nuovi tipi di integrazione finanziaria e produttiva in America Latina.

In America Latina è ancora a un livello elementare, ma questa stessa tecnologia la stanno utilizzando anche Cina e Russia per i loro scambi commerciali e per il progetto d’internazionalizzazione dello yuan e la nuova “via della seta”. Allo stesso modo può essere utilizzata anche in chiave geopolitica, come lo ha dimostrato la Russia nel caso della Turchia, Afghanistan, Pakistan e dei paesi dell’ex area sovietica. Viene denominato meccanismo di Swap.

Il Sucre, infatti, è ideato con una visione multilaterale e versatile. Solo che in molti casi ancora si usa a livello solo bilaterale, Cina e Argentina per esempio hanno uno swap.

La nuova tecnologia che abbiamo sperimentato con il SUCRE ci permette nuove transazioni finanziarie che in teoria erano proibite perché dicevano che avrebbero provocato disordini  mondiali, ma questo non si è verificato.

D:PER UN PAESE EUROPEO SAREBBE POSSIBILE INIZIARE A MANTENERE RELAZIONI COMMERCIALI DI QUESTO TIPO?

Certamente sì. Noi, nella  Commissione Stiglitz convocata in seno all’Assemblea Generale Straordinaria dall’allora Presidente dell’Assemblea Generale dalle Nazioni Unite, Padre Miguel d’Escoto, abbiamo difeso la necessità di organizzare accordi regionali monetari su questa base, e stabilire nuovi meccanismi di cooperazione Sud-Sud, ma anche Sud-Nord. Per esempio, voi europei attraverso il sistema Target 2, avete la piattaforma informatica e logistica sufficiente per approfondire il processo di integrazione, riducendo costi finanziari e mitigando buona parte delle restrizioni imposte dal Patto di Stabilità. Sarebbe una buona base per articolare meccanismi per alleviare le difficoltà di liquidità e dei paesi e per evitare che le tensioni per i differenziali di produttività o di costo che stanno generando squilibri nelle Bilance dei Pagamenti dei paesi membri dell’UE possano essere risolti almeno nel breve periodo.

E’ perfettamente possibile. Non sono esperto della legislazione europea, ma ho esperienza professionale sul tema dei sistemi di liquidazione dei pagamenti e sui sistemi elettronici delle Banche Centrali, e so che Target 2 è una piattaforma telematica sufficiente per poter sviluppare altri tipi di transazioni più economiche non solo in Europa, ma con America Latina, Africa Settentrionale… altri tipi di relazioni.

Si possono realizzare molte altre azioni basate sul principio di commercio giusto e non nei meccanismi depredatori insostenibili basati sullo squilibrio globali.

D: DUNQUE, ANCHE ALL’INTERNO DELL’EURO?

Anche all’interno dell’euro. E’ molto importante perché parte della destabilizzazione dell’euro che può portare ad un’implosione dell’Europa, con scenari di difficile previsione, dipende da questa guerra commerciale causata dalla crisi di sovrapproduzione attuale.

D: LA DOLLARIZZAZIONE DELL’ECUADOR: E’ STATA UNA SCELTA CORRETTA?

Il tema della dollarizzazione è stato un progetto imperialista di nuovo tipo. Io sono stato sempre contrario. La mutilazione della politica monetaria è stata una brutale limitazione dello spazio delle politiche economiche. Anche a livello matematico è evidente: è ovvio che un’ottimizzazione vincolata è inferiore ad una in cui tutti gli strumenti sono disponibili.

E’ stata una decisione di auto-restrizione che ha un chiaro impianto neo-liberista, abbiamo auto-censurato la possibilità di una politica monetaria sovrana nel nostro paese, rinunciato all’indipendenza della nostra Banca Centrale.

D’altro canto, in realtà, sebbene abbiamo fatto una cessione di sovranità questo ha limitato la possibilità di azione della speculazione finanziaria e gli attacchi contro la moneta nazionale, portate avanti in altri paesi della regione come parte dell’attacco dell’oligarchia e dell’imperialismo ai paesi progressisti Latinoamericani. La dollarizzazione ha certamente avuto un elemento positivo e non sperato: l’oligarchia non ha avuto in mano questo strumento di destabilizzazione politica come ad esempio avviene in Venezuela o Argentina.

D: PERCEPISCE PARALLELI TRA L’EUROPA DEL SUD CON L’AMERICA LATINA?

I popoli del mondo devono iniziare a dialogare di più. E’ Indispensabile. Quello che stanno cercando di fare è latino-americanizzare l’Europa, applicando gli stessi identici tranelli ideologici finanziari per manipolare i governi, applicare l’agenda imperialista, che ha provocato trent’anni di distruzione dell’apparato produttivo dell’ America Latina. Ora lo stanno facendo con l’Europa continentale, come un meccanismo di neo-colonizzazione.

E’ esattamente lo stesso tranello, questa manipolazione dei tassi d’interesse, che al principio vengono tenuti bassi, e poi come successe a noi nel 1979, quando la Fed con Paul Volcker,  innalzò i tassi d’interesse all’improvviso provocando un impossibilità di pagamento dei debiti (tanto privati che pubblici), provocando una trappola del debito eterna per noi paesi in via di sviluppo, nella quale le banche non sono interessate ai pagamenti del debito, ma all’eternizzazione dello stesso. Si sta preparando lo stesso in Europa, ma in una scala maggiore, con un’agenda di destabilizzazione e predazione con mira alle economie europee oggi, con un ottica di rapina determinata dal volere dell’asse Wall Street e la City di Londra.

 

La Redazione de l’AntiDiplomatico

 

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