IL FEUDO DI URSOMARSO TRA 1474 ED IL 1802

 

 

[…] Dagli atti esistenti presso il Grande Archivio di Stato di Napoli si rileva che: Nell’anno 1474 la terra di Ursomarso si possedeva “una cum alis da Barnaba Sanseverino, ut latins potet  (in quinternione sexto f. 102) al quale furono donate.

 

Nell’anno 1498 Re Federico, per ribellione di Berardino Sanseverino, Conte di Lauria, il quale si accostò ad Antonello Sanseverino om Principe di Salerno suo capital nemico, devolse a sé la detta terra di Ursomarso per li bisogni di sua Corte, e nello stesso anno la vendè libera al Magnifico Perrotto Bisach: “cum eius  Castro, hominibas, vassalli, feudis, feudatariis, possessionibus, aquis et mero et quatuar literis arbitrariis et cum cognitione primarum causarum pel prezzo di ducati 3000”  in quinternione 29 folio 179

 

Nell’anno 1514 Mattia Bisach asserendo tenere “et legitima ex successione suorum” possedere la detta terra di Ursomarso la donò a Francesco suo fratello “cum omnibus, pront tenebat. In quinternione 13 folio 50

 

Nell’anno 1538 Barbara Bisach successe ad Ippolito suo padre, la quale denunciò la morte et pagò il debito relevio, onde ottenere la debita investitura di detta terra.  Ut latins in quinternione investiturarum 2° folio 221

Nel medesimo anno 1538 la detta Barbara Bisach passò sposa a Silvestro Tomacello e gli portò In dote detta terra “cum omnibus, pront ad eam spectatater ”. (In quinternione 14 folio 40)

Nell’anno 1540 il detto Silvestre Tomacello comprò dalla Regia Corte la giurisdizione delle seconde cause civili, criminali e miste in detta terra.             (In quinternione 16 folio 96)

Nell’anno 1580 la detta Barbara Bisach, vendè detta terra libera all’Illustre D. Ferrante Marchese della Valle Siciliana et di Renda, con suoi, huomini, vassalli et mero et cognitione di prime cause et con la ragione che pretende nelle seconde cause, et con lo feudo di Mervoni, del quale dice nuovamente ottenuta sentenza in Summa, il tutto per ducati 38mila – parte per esser dovuti a detto Marchese e parte escomputati “inter eos etc…”. In quinternione 103 folio 262)

Nel 1602 il feudo fu ereditato dal Principe di Bisignano.

Nell’anno 1619 il detto feudo passò per acquisto fattone a Greco Giovan Pietro. ( Volume 73 pagina 2 bis = Pendetta Quinternione pag. 71)

Nell’anno 1668 si porta il Regio Assenso alla liberazione e vendita  (fatta da Giuseppe di Fiore pubblico et R. incantatore da S.R.C. specialmente deputato per detto S.C. delle terre di Ursomarso ed Abbatemarco della Provincia di Calabria Citra esposte in vendita per ordine di detto S.C. ad istanza del creditori di D. Tommaso Emanuele ed altri de Greco et loro predecessori) ad Andrea Brancati  et suoi eredi et successori pel prezzo di Ducati 54730 . (In quinternione 123 folio 203 a tergo).

Per provvisioni dalla R. Camera della Sommaria spedita sotto il 9 luglio 1669 si ordina al Magnifico Dott. Francesco Sergio Regio Consultore dei Quinterniani che in esecuzione dei decreti interposti nella Rota del  Cedolario a relazione delI’ illustre Duca Diario Caoussa, registri  nelli Regi Quinternioni l’istrumento stipulato nell’anno 1619 sopra la vendita delle terre di Ursomarso et Abbatemarco fatte dal Commissario deputato del Patrimonio dell’Illustre principe di Bisignano beneficio del Dottor Giovanni Pietro Greco, con dichiarazione nell’Immagine del R. Assenso  impetrato sopra la vendita di detta terra di Ursomarso et registrata nel quinternione 87 folio 21  a tergo del registro del suddetto istrumento stipulato sopra la detta vendita giusta detto decreto ut latins offret in quinternione 124 folio 43 a tergo.

Nell’anno 1689 si è posto il R. Assenso alla obbligazione del feudatario Andrea Brancati barone della terra di Ursomarso ed Abbatemarco, per causa del pagamento per esso  da farsi alla quantità descritta in detto R. Assenso, in beneficio di Clerico Aniello, Giovanni Sinsone, Matteo e Vincenzo Brancati, D’Alessio Giovanni e Gennaro d’Avitabile – et pendente il pagamento corrispondersi l’interessi alla ragione del 5 per cento. (quinternione 156 folio 251 a tergo).

Nell’anno 1722 in 4 del mese di maggio fu dato R. Assenso all’obbligo dei Feudali a D. Giovanni Brancatl figlio primogenito del quondam Giuseppe per causa della promessa di pagamento di ducati 60 a beneficio delli chiamati nel maiorasco, primogenitura et de commiss – per esso quodam Giuseppe istituita all’ipoteca d’Ursomarso et Abbatemorco in quinternione 232 folio 262 a tergo.

Nell’anno 1746 fu prestato R. Assenso alla conventione,  accordo e transazione passata tra d. Angelo Perez de  Nuores Bolio e tutore di D. Andrea Brancati Joniore Barone delle terre suddette per la cessione di porzione di territori feudali di là del fiume Mercurio di essa terra, a beneficio del Principe della Scalea Don Francesco Maria Spinelli per ducati 9720 giusta

l’apprezzo e istrumento per mano di Notar Domenico Lucchese di  Bonvicini del 1730 .- fatto in quinternione 289 folio 368.

 

 

Il detto feudo di Orsomarso restò nelle mani della  casa Brancato sino alle leggi eversive della feudalità. Intorno al 1802 pare che detto fondo fosse messo sotto sequestro per ordine del S.R.C. ed ecco perché  negli atti di quest’epoca non compare  più l’ex feudatario Brancato, ma la Camera Baronale. […]

Ing. Marcello Buontempo

 

 

Addì 2 luglio 1942

 

 

 

 

Il testo è fedele alla fotocopia

 

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