La tranquillità dell’anima

 

Prima di tutto è necessario che uno valuti se stesso, perché a noi sembra di potere quasi più di quello che possiamo: uno cade in rovina per fiducia nell’eloquenza, un altro ha chiesto al suo patrimonio più di quanto potesse sostenere, un altro ha schiacciato il suo corpo debole con un compito gravoso. Il riserbo di alcuni poco si addice alla politica,che richiede sicurezza di atteggiamenti; la fierezza di altri non si confà alla vita di corte; alcuni non sanno governare la collera e una qualsiasi occasione di indignazione li trascina a parole temerarie; alcuni non sanno trattenere l’ironia e non si astengono da pericolose battute salaci: a tutti costoro la vita ritirata è più utile delle occupazioni pubbliche; una natura indomita e ribelle eviti le sollecitazioni di una franchezza destinata a nuocerle.

In secondo luogo occorre valutare i compiti che intraprendiamo e confrontare le nostre forze con le imprese che vogliamo tentare. Infatti devono esserci sempre più forze nell’esecutore che nell’opera: è inevitabile che schiaccino i pesi che sono maggiori di chi li sostiene […]

Nulla tuttavia delizierà tanto l’animo quanto un’amicizia fedele e dolce. Che bene prezioso è l’esistenza di cuori preparati ad accogliere in sicurezza ogni segreto, la cui coscienza tu debba temere meno della tua, le cui parole allevino l’ansia, il cui parere renda più facile una decisione, la cui contentezza dissipi la tristezza, la cui stessa vista faccia piacere!

 

Seneca – La tranquillità dell’anima

 

Nella foto Domenico Giannotti

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