Privatizzazioni e disinformazione sono i cardini del neocapitalismo

 

In molte città italiane il sistema sanitario pubblico è a pezzi, pesantemente penalizzato dagli irresponsabili tagli finanziari decisi dal governo piddino ma anche da norme e cavilli burocratici magari pensati per impedire latrocini e sprechi e che invece impediscono il buon funzionamento delle strutture. Non sta succedendo per caso; è il modus operandi del liberismo: rendere i servizi sociali inefficienti in modo da spingere i cittadini verso il privato.

Che infatti, in campo medico, è in piena espansione. Ma non gli basta: la presenza dell’opzione pubblica tiene relativamente bassi i prezzi, per cui alcuni giorni in clinica a fare analisi possono costare, mettiamo, due o tremila euro, una cifra insostenibile per molti ma ridicola se paragonata ai 20 o 30mila (minimo) che costerebbero in America. Dove il settore pubblico non esiste e quindi il cartello delle multinazionali della salute (come quello dell’educazione) fa quello che vuole; senza che la gente si ribelli perché i media le fanno credere che nel resto del mondo ci siano ancora gli stregoni (oltre che un sacco di terroristi).


Privatizzazioni e disinformazione sono i cardini del neocapitalismo globalista, il nuovo fascismo che sta schiavizzando i popoli e distruggendo la civiltà mentre la sinistra continua ad attaccare, lancia in resta, i mulini a vento di un fascismo che non c’è più.

Di Francesco Erspamer

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