Peppino in Brasile

 

Rachela Maio Sgamba è amica carissima di ORSOMARSO BLUES. È attenta compagna di viaggio da tanto tempo; i suoi commenti testimoniano della sua grande umanità e simpatia.

Qualche giorno fa mi ha scritto:

“Ciao Cosma , Vorrei  tanto vedere  questa  foto  su I LUOGHI DELL’ANIMA.  Scusa se  l’ho  postato  giá nella mia pagina, ma ero cosí  nervosa ed emozionata che ho sbagliato . Affettuoso abbraccio.”

Io le ho chiesto che raccontasse un po’ della sua vita, a commento delle foto.

Ecco le sue parole:

 

Era il 1954, 6 di giugno.

Non so bene  perché, mio padre, che lavorava con Paulon nella ditta Argentino, decise di partire per il Brasile. Forse perché sapeva che il lavoro stava già alla fine.

Mio nonno, Giuseppe Papa, voleva che lui coltivasse u  Menzinaro,  ma mio padre odiava questa idea. E cosi ha chiesto al cugino Biasino Maio (il fratello di Attilio) per fargli la carta di chiamata.

Era deluso della situazione in Brasile. Voleva ritornare. E mia mamma diceva sempre, che si erano aperte le porte per  Svizzera, Germania, Francia, ma la vita delle persone che vi andavano era molto sacrificata. E mamma ha deciso che noi dovevamo andare in Brasile, perchè l’America è sempre l’ America.  La mia mamma lo diceva sempre a papà, che l’ha ripetuto per tutta la vita.

Cosi io, mia mamma, i miei fratelli e mia sorella siamo partiti in dicembre del 1961. Siamo arrivati il 23 di dicembre. Il viaggio sulla nave per me e stato difficile, mi faceva male, soffrivo il male di mare. Le cabine per gli emigranti erano sott’acqua, si vedeva solo acqua e qualche pesce.

Nella nostra cabine c’era una ragazza sposata per procura, che piangeva disperatamente tutti i giorni: “Mammarella mia, i fratellini, le sorelle piccole.”  Si chiamava Anna Sposato, non l’abbiamo mai vista più.

 

Da lontano ci si immagina tutto un’altra cosa, le delusioni sono  inevitabili.

Così il viaggio fu un misto di tristezza e ansietà: soffrivo per lasciare la mia nonna, che giorni prima di partire già piangeva. Ero contenta di andare all’incontro di papà e con l’idea dell’America.

La nostalgia è tanta e mi ha  accompagnato per tutta la vita…non solo a me,  a tutti gli emigranti…”

Parole su cui riflettere.

Contengono tutta la sofferenza, le ansie, le paure di è costretto ad andare lontano per buscarsi da vivere.

Ieri come oggi.

Grazie, Rachele

 

 

Foto: Peppino Maio è il primo da dx

One Reply to “Peppino in Brasile”

  1. Lucia ha detto:

    La storia di Rachela è la storia di emigranti, non so dire se meglio o peggio di altre. Hai ragione quando dici che la nostalgia ti ha accompagnato per tutta la vita e ti capisco. Leggendo la tua storia stamattina cara Rachela mi ha fatto molto bene, pensando alla mia storia e di quanto sono stata fortunata vivendo in Italia, almeno in parte ho potuto colmare quella mancanza. Ho avuto la possibilità di tornare al paese durante il periodo estivo. Quando avrò nostalgia (perché l’avrò) penserò a te e tutto sarà più facile. Un grande abbraccio carissima Rachela.
    Lucia

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