Se la sanità diventa un lusso a perdere è la democrazia

 

[…] La Salute non è solo l’assenza di malattia o di infermità̀, ma è il benessere fisico psichico e sociale (WHO Costituzione 1948), risultante di un processo di equilibrio dinamico tra la persona/popolazione e l’ambiente umano, fisico, biologico e sociale in cui vive, e alla cui promozione interviene attivamente la persona. (WHO Ottawa charter for Health Promotion, Geneve, 1986)

Tale processo di costruzione della Salute nel territorio va sostenuto basandosi sul principio della Salute come diritto universale (riguarda tutti gli esseri umani) democratico (partecipazione attiva delle persone e della loro Comunità) e costituzionale (sancito dalle Costituzioni e Convenzioni nazionali e internazionali).

La persistente crisi economica ha determinato la riorganizzazione aziendalistica del SSN, che pur avendo raggiunto gli obiettivi di maggior efficienza e di controllo della spesa pubblica, ha determinato una progressiva riduzione del diritto alla salute. Ma, come affermava Stefano Rodota’ “se è il mercato a decidere che i diritti sono un lusso, in realtà̀ si decide che la democrazia stessa è un lusso”.

Oggi si pone con sempre più̀ evidenza la necessità di apportare una profonda riforma al Servizio Sanitario Nazionale , che ha dimostrato nei decenni scorsi di essere uno dei migliori al mondo, ma almeno dall’inizio del XXI secolo mostra sempre più̀ difficoltà a dare risposte positive ai mutati bisogni assistenziali e alle grandi innovazioni biomediche e tecnologiche.

La riforma necessaria non può essere basata solo su criteri finanziari e tecnico-gestionali, ma va avviata e realizzata come risposta democratica alla crisi del welfare sociosanitario, riproponendo un ruolo attivo delle Comunità̀ locali e delle città come “scenario di incontro per la costruzione della vita collettiva” (ONU, Quito 2016).

Si pone, pertanto, l’obiettivo di introdurre essenziali elementi di democrazia nel Sistema Sanitario mediante il coinvolgimento diretto delle Comunità locali, con le loro articolazioni istituzionali e sociali, nella governance della sanità territoriale e delle strutture a bassa/media intensità di cura.

A tal fine è urgente elaborare e sperimentare nuove modalità gestionali (per esempio Fondazioni pubblico-private, oppure altre forme gestionali), che siano in grado sia di attirare risorse aggiuntive umane (volontariato) e finanziarie (donazioni), sia di ricomporre la divaricazione tra Comunità locali e Sistema sanitario, al fine di salvaguardare i principi di equità, universalità e solidarietà del servizio pubblico.

di Emanuele Vinci * 

* Presidente Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri Brindisi, coordinatore Gruppo di lavoro “Ambiente e Salute, Professione e Sviluppo”, Federazione Nazionale Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri.

Fonte; http://temi.repubblica.it/micromega-online/salute-e-democrazia-il-ruolo-delle-comunita-locali/

Foto; RETE

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