ASSALTO ALLE FORESTE

 

L’assalto finale agli Alberi e alle Foreste, iniziato larvatamente da molto tempo, sta ormai esplodendo, in dispregio della Costituzione, e in fondo nella solita indifferenza generale. Questo ennesimo attacco alla Natura del BelPaese è strettamente connesso a quella celebratissima, trionfante “green economy”, che sta riempiendo l’Italia di folli impianti (centrali biomasse, biogas, inceneritori e simili, con il loro immancabile corredo di strade, piste, sbancamenti, inquinamenti, e con una produzione energetica non eccellente, metà della quale finirà poi dispersa lungo il tragitto). Ai quali impianti, sostenuti da abbondanti fondi europei, non si mostra certo insensibile la nostra solerte criminalità organizzata.
Le conseguenze a carico di ambiente, natura, paesaggio, biodiversità, equilibrio ecologico, idrogeologico e climatico, salute e qualità della vita, sono ovviamente disastrose, con irreversibili danni al “bene comune”: così come appaiono chiarissimi, invece, gli enormi vantaggi a beneficio di pochi, grazie anche a una politica miope , etero-diretta e indirizzata a ben altri fini: mirabile esempio del più classico “analfabetismo ecologico”. Tra i mali evidenti, di cui tutti si lamentano ogni giorno di più, spiccano il dissesto idrogeologico, l’esplosione degli incendi, il mutamento climatico, l’impoverimento della biodiversità, la degradazione del paesaggio, l’insorgenza e diffusione di nuove patologie… e si potrebbe continuare a lungo.


Ma un Paese d’antica civiltà come il nostro, sempre tanto impegnato tra sterili battibecchi politici e squallido “gossip”, non può certo perder tempo a ricercare rimedi efficaci. Anche perchè la maggior parte degli Italiani non sembra ancora in grado di collegare questi scenari drammatici alle loro vere cause. La situazione è ormai assai peggiore, purtroppo, di quanto non appaia dalla panglossiana e confortante “vulgata” ufficiale politica, mediatica, tecno-burocratica e para-accademica… Dalla quale apprendiamo che l’Italia starebbe bene, e sarebbe in netta ripresa, perché il lavoro aumenta, e l’ambiente è superprotetto. Ma soprattutto ci segnalano che le foreste stanno dilagando a dismisura, e quindi dobbiamo affrettarci a tagliarle. Anche perché, come tutti sanno, se per disgrazia un bosco non venisse tagliato, morirebbe sicuramente: principio dominante nella congrega delle scuri e delle motoseghe, proclamato dagli apostoli della rasatura, del ringiovanimento, del fuoco salvatore e della bonifica e ripulitura del sottobosco.[…]

Il Palazzo [sta] varando un incredibile Testo Unico Forestale, che nel nome di una miglior custodia dei boschi, ne consentirà in pratica il progressivo smantellamento.
A meno che non sopravvenga un benefico ravvedimento dei vertici del Paese, di fronte alla evidente incostituzionalità delle norme, e alla chiara illegalità di questa radicale “riforma a beneficio dei soliti pochi”, che travalica abbondantemente i poteri di un Governo scaduto, ormai in carica soltanto per l’ordinaria amministrazione. Ce lo auguriamo vivamente, chiedendo non solo alla gente comune, ma anche ai prestigiosi reggitori e agli autorevoli opinionisti: ma non sarebbe ora di svegliarsi?

Centro Parchi Internazionale

 

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