DEL CORE

I Del Core, come i Pantalena, i Crisciti, i De Caprio, i De Angelis, i Tarallo, sono originari della Campania.

Il capostipite, del gruppo trapiantato ad Orsomarso, si chiamava Orazio. Arrivò da queste parti nei primi anni del secolo scorso, quando ci fu lo sfruttamento intensivo dei boschi. Qui si sposò con  Rosa Nepita. Era un bravo segantino e si dedicava soprattutto alla produzione di traversine per la ferrovia. Era un lavoro duro che richiedeva molta destrezza. Mi raccontava Gildo, suo nipote, che aprì la sua attività nello Stabilimento, i vecchi locali dove avevano casa i Bencardino, vicino al fiume.

La sega era lunga circa un metro e mezzo, posta in un telaio di legno rettangolare con maniglie sia nella parte superiore, sia in quella inferiore. Il tronco veniva prima ripulito della corteccia e squadrato piuttosto approssimativamente. Il segantino più bravo stava nella parte superiore, perché doveva guidare il taglio, l’altro stava nella parte inferiore e si prendeva anche la segatura in testa. Il lavoro non era solo molto faticoso, ma anche di grande precisione, perché il taglio doveva risultare perfettamente dritto.

Figlio di Orazio fu Vincenzo, che vedete nella foto assieme al figlio Gildo. Altri figli di Orazio furono Giuseppe, Maria, Rafiluccia e Salvatore.

La foto è utile per vedere come si presentava un tempo un angolo del Ponte del Mulino e, soprattutto, la Chiazzetta e la chiesa del SS. Salvatore.

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