Compiti di un pensatore critico secondo il pedagogista Robert Ennis

 

  1. Giudicare la credibilità delle fonti
  2. Identificare conclusioni, motivazioni e presupposti
  3. Giudicare la qualità di un argomento, incluso l’accettabilità delle sue motivazioni, presupposti e prove
  4. Sviluppare e difendere una posizione su un tema
  5. Fare domande appropriate per chiarire temi controversi
  6. Pianificare esperimenti e giudicare l’assetto degli esperimenti stessi
  7. Definire la terminologia in modo appropriato al contesto
  8. Avere una mente aperta
  9. Cercare di essere ben informati
  10. Tirare delle conclusioni se giustificate, ma con cautela
  11. […]
Il Web può creare l’illusione di essere un “mondo a parte” rispetto alla “vita reale”ma, quando andiamo a verificare (nella vita reale) le rappresentazioni che esso ci offre, rischiamo di avere delle brutte sorprese.
L’essere umano non può fare a meno di avere credenze che orientano il suo pensiero e la sua azione, ma vive oggi in un mondo sempre più artefatto e manipolato. Infatti la manipolazione del Web e dei Social Media sta trasferendo i suoi metodi dai media tradizionali (TV, radio, giornali) ai nuovi media (Giornali online, Blog, Microblog, Forum, ecc).
Per contrastare la manipolazione del Web questo sito propone Applicazioni che consentono di effettuare valutazioni di credibilità, oltre a fornire le basi teoriche che supportano tali valutazioni. In particolare questo sito offre alcune risposte a domande che ogni “pensatore critico” dovrebbe farsi.
Come è cambiato l’ambiente dell’informazione in cui siamo immersi

La digitalizzazione delle informazioni ha portato l’ecosistema mediatico ad affrontare una profonda trasformazione. Secondo l’Osservatorio AGcom 2017 per le comunicazioni, gli italiani vedono sempre meno TV (RAI da 39,8% del 2012 a 36% del dicembre 2016), ascoltano sempre più radio (+0,9% dal 2015 al 2016 RadioMonitor), frequentano sempre più i social media (Facebook, in Italia, ha avuto nel 2016 un tempo medio mensile di navigazione per utente pari a 24h e 17min). La digitalizzazione e il progresso tecnologico sono pilotati prevalentemente da “dati”. I Big Data sono diventati la fonte principale dei più importanti processi informativi e comunicativi (essi sono alimentati anche dai social media).

I Big Data sono stati definiti “Dati che sono troppo grandi, troppo rapidi, o troppo complessi per gli attuali strumenti di calcolo”Secondo l’esperto di organizzazione Tobias M. Scholz i Big Data stanno trasformando l’intero processo comunicativo agendo come lubrificante nella società moderna e fluttuando liberamente sia nel mondo digitale (ad esempio nei social media) che in quello analogico (ad esempio Radio, TV e giornali cartacei). Scrive Scholz: “Le barriere tra questi due mondi sono sfocate e si ritiene che scompariranno a breve” (Mayer-Schönberger & Cukier 2013, Kucklick2014, Pasquale 2015). I Big Data sono intrecciati in modo complesso con molte tecnologie quali: Intelligenza ArtificialeMachine LearningData MiningAlgoritmi, e prendono nuove forme durante questi processi.

Essi contribuiscono a creare un ciclo tecnologico che rende l’informazione che perviene a ogni cittadino sempre più “personalizzata” (creando la sua “bolla” personale),  e sempre più soggetta al rischio di “manipolazione” di tipo commerciale o politico. Per ridurre questi rischi ogni cittadino sarà costretto a fare uno sforzo intellettivo superiore al passato, dotandosi di metodi e prospettive cognitive sempre più razionali.

Fonte: http://www.pensierocritico.eu/

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