PRIGIONIERO

1945, l’Italia è ancora una monarchia sotto Umberto II. Nel nome del re al governo si alternano Bonomi e Parri.

Arturo Farace è tenuto ancora prigioniero dagli inglesi. Scrive questa cartolina alla famiglia:

14.5.1945

Cara madre vi scrivo questa cartolina per dirvi che io sto bene e così spero di voi tutti di casa che quello è il mio piacere  Quando voi state bene cara madre io sto bene e presto credo che ritorno a casa  basta saluti e baci vostro figlio Arturo

Alla fine della seconda guerra mondiale l’Italia era un paese ridotto allo stremo. La produzione agricola risultava dimezzata rispetto al 1938, quella industriale era scesa addirittura a meno di un terzo, ben pochi servizi pubblici continuavano a funzionare, le strade e le ferrovie erano interrotte in più punti. Dovunque s’incontravano cumuli di macerie. Oltre un terzo delle abitazioni private erano distrutte o sinistrate. Di molti edifici pubblici non restavano che i ruderi, numerosi erano gli stabilimenti sventrati dai bombardamenti. Nelle città si faceva la fila per rifornirsi dei viveri distribuiti dagli spacci dell’UNRRA (United Nation Relief and Rehabilitation Administration), un organismo delle Nazioni Unite per i soccorsi alle popolazioni dei paesi liberati, finanziato per larga parte dal governo americano. Quel po’ che giungeva dalle campagne finiva sovente nelle mani di incettatori che praticavano la “borsa nera”, il commercio clandestino dei generi di prima necessità a prezzi esorbitanti.

FONTE: http://anpi-lissone.over-blog.com/article-1945-le-gravissime-condizioni-in-cui-si-trovava-l-italia-78018924.html

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