Eremo della Madonna di Lassù

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La singolare testimonianza dell’eremitismo bizantino: la Madonna di Lassù a Frassineto.

Con il cosiddetto ‘Eremo della Madonna di Lassù’, Frascineto, una cittadina in provincia di Cosenza formatasi nel tempo dalla fusione di due casali, offre una fedele e precisa testimonianza dell’eremitismo bizantino nel Meridione d’Italia, del senso dell’organizzazione e dell’estro creativo raggiunto da uomini dediti alla santità ed alla contemplazione. Di fronte a siffatta opera è inevitabile il richiamo alla mente delle cappelle rupestri armene, più precisamente al monastero di Gheghrd. Questo si differenzia semplicemente per le pietre a croci (Khatchar) che chiudono le entrate.

L’eremo calabro, opera di straordinario respiro, ha le sue mura incastonate nei fianchi rocciosi del T’impone del Corvo, dove un tempo erano le celle dei monaci. In questo lembo di Calabria anteriormente ai secoli X ed XI furono realizzati i romitori dei monaci orientali per far fronte alle prime emergenze.

Dedicato alla Madonna delle Armi o degli Aramei, è comunemente conosciuto secondo la successiva terminologia in lingua albanese Shen Meria Ketje Lart  (Madonna di Lassù), che oggi può leggersi su di una targa apposta sull’ingresso principale.

Le celle interne che vi erano sono da ricollegare ai diversi tipi di vita religiosa, che vanno dal completo isolamento della vita eremitica, ad un’esistenza quasi cenobitica che riuniva più monaci in shetai raggruppate. L’eremo si trova a Nord di Frascineto, raggiungibile tramite un sentiero che consente di arrampicarsi sulla montagna che ha permesso a questi asceti di raggiungerla. Durante il tragitto, grazie alle suggestioni che il paesaggio offre, ci si sente come per incanto in un’atmosfera d’altri tempi: si pensa alle difficoltà, alle emergenze cui dovettero far fronte quei frati relativamente alla viabilità ed alle comunicazioni.

Allo sguardo del visitatore si offre un particolare panorama, che chissà quanto più suggestivo dovette apparire ai religiosi dell’epoca che vi trovarono rifugio per sfuggire al clima rovente di instabilità a causa delle incursioni saracene ed ai disagi connessi. Gli asceti qui trovarono un’oasi di pace, intensificarono il lavoro per offrire benefici ai residenti, fino a costruire un’abbazia in onore degli Apostoli Pietro e Paolo, che ci offre ancora oggi peculiari testimonianze bizantine. Furono proprio i monaci dell’abbazia di San Pietro ad assegnare terre di loro pertinenza ai profughi albanesi che giunsero a Frascineto nel XV secolo, consentendo a questi fuggiaschi di far fronte alle molte e sostanziali necessità.

FONTE: La presenza bizantina nella Lucania e nel Meridione d’Italia, di W. Fittipaldi – Zaccara Editore

FOTO: Rete

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