WILDERNESS, UN BISOGNO DI ARMONIA

II nostro paese è una terra di antica civiltà, al tempo stesso è oggi una delle nazioni più industrializzate del mondo. Il clima mite e la natura generosa inoltre hanno, da lungo tempo permesso alle genti che lo abitano di accrescersi fino a farne uno dei luoghi più popolati del pianeta.

Questo miscuglio di antica civiltà, densa popolazione ed avanzato sviluppo è la causa prima della profonda modificazione degli ambienti naturali italiani Senza tema di smentita si può oggi affermare che, tolti pochi piccoli lembi assolutamente inospitali (cime rocciose, ghiacciai, vulcani), in Italia non esiste un metro quadrato che non sia stato trasformato dall’uomo.

Fino a tempi recenti, comunque, l’azione dell’uomo, pur brutale verso la natura, nella maggior parte dei casi aveva prodotto un paesaggio armonioso, cantato  in tutto il mondo per la sua bellezza.

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Da lunghissimo tempo dunque in Italia sono scomparsi territori descrivibili con il termine anglosassone di   «wilderness » in quanto aree di natura vergine.

Esistono però luoghi che pur modellati dall’uomo possono essere così “ naturali” da farli ritenere “ primigeni»: si pensi ad esempio alle zone d’alta quota della catena alpina, a certi valloni, gole o altopiani dell’Appennino, ai paesaggi pastorali della Sardegna, a certi tratti della Laguna Veneta o ad alcune isole remote.

Numerose ed estese invece sono, e soprattutto erano, le zone dove il binomio uomo natura ha prodotto degli ambienti minutamente modellati e pur armoniosi esteticamente e spesso anche ecologicamente, quali le colline toscane o i residui lembi di pianura padana.

In ogni caso il sentimento che danno a chi li visita o semplicemente li pensa è comunque di serenità e di armonia. In ogni caso quando li vediamo deturpati da una nuova strada, da una pista da sci od anche soltanto da una costruzione fuori posto ci sentiamo colpiti ed offesi.

Se wilderness non è solo un concetto geografico ma è anche uno stato d’animo, allora questi paesaggi sono la nostra wilderness, sono lo sfondo di cui ogni uomo ha bisogno per vivere serenamente.

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Tra armonia dell’ambiente ed armonia dello spirito esiste un rapporto strettissimo. Il moderno modo di vivere ha il triste privilegio di abbruttire al tempo stesso gli animi e l’ambiente, sostenendo un’azione distruttrice sinergica: un ambiente degradato abbruttisce gli animi e ciò provoca un ulteriore degrado dell’ambiente.

Questo circolo vizioso deve essere rotto e per far ciò abbiamo a disposizione un alleato potentissimo: la profonda, indistruttibile nostalgia che ogni uomo, perché Uomo e quindi parte inseparabile della natura, porta dentro di sé: nostalgia di una vita in cui le stagioni hanno un senso, in cui la natura ci è sorella, in cui gli altri ci sono fratelli.

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II movimento wilderness testimonia proprio questo: il bisogno insopprimibile di armonia che vi è in ciascuno di noi ed il ruolo insostituibile che la natura ha nel crearla attorno a noi. Il movimento wilderness afferma che per rompere il circolo vizioso di distruzione in cui è caduta la civiltà moderna bisogna dare un valore spirituale al mondo naturale così da trovare la giusta armonia nel rapporto uomo- ambiente, e conservare quegli ambienti dove la natura e l’unica grande protagonista e dove questo equilibrio e ancora possibile. Così come andrebbero comunque conservati quegli ambienti dove l’uomo, inserendosi con equilibrio, ha creato un paesaggio che il nostro sentimento ci dice essere armonioso come una foresta o un deserto.

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Tali ambienti ci sono indispensabili come l’aria o l’acqua: senza di essi la nostra esistenza è impossibile o lo è solo ad uno stato degradato.

Wilderness conserva la natura perché te lo dice il cuore.  Molte sono le motivazioni da cui può nascere l’impegno personale a favore della conservazione. Il movimento wilderness afferma la priorità delle ragioni dell’animo e con ciò accomuna scienziati e poeti, uomini di ogni credo, filosofia e civiltà.

Ciò che unisce queste persone in tutto il mondo è il sentimento verso la natura libera, il bisogno insopprimibile della sua presenza, il dolore per la sua scomparsa.

L’ambiente del nostro Paese ha subito tremende violenze negli ultimi decenni ed il malessere che è nella nostra società ne è conseguenza e testimonianza. II salvabile comunque è ancora molto e l’intelligenza dell’uomo è in grado inoltre di riparare a tanti dei guai prodotti.

Da queste constatazioni nascono le ragioni del nostro impegno per diffondere nel nostro meraviglioso Paese il messaggio del movimento wilderness.

GIUSTINO MEZZALIRA

• Presidente della Associazione Italiana per la wilderness

Da DOCUMENTI WILDERNESS  n°1 1986

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