AGOSTO, numero del mese: otto

Le otto divinità costituenti l’Ogdoade di Ermopoli in Egitto

L’otto si addice ad agosto, mese di pienezza, di quiete, di bonaccia. In tutte le tradizioni è un numero portafortuna, perché simboleggia l’equilibrio cosmico, e viene definito «giusto» in quanto manifesta per due volte la pienezza del quattro. Se il quattro, infatti, è il binomio perfetto, l’otto ne trascende la perfezione poiché accoppia il binomio umano al divino. Questo simbolismo si ritrova nell’ogdoade [gruppo di otto divinità] pitagorica e gnostica così come nella ruota della fortuna che ha otto raggi.

Per i babilonesi l’otto era il numero del Paradiso tant’è vero che simbolicamente la divinità «abitava» all’ottavo piano della ziggurat. Nella tradizione ebraica, invece, divenne il simbolo del ritorno all’origine: otto furono gli uomini messi in salvo nell’arca e otto giorni durava la purificazione del tempio. Nel Levitico l’ottavo giorno dopo il parto era quello della circoncisione, mentre per i cristiani è quello che succede ai sei della creazione e al sabato. L’ottavo è anche il giorno della Resurrezione di Cristo e annuncia la futura resurrezione dell’uomo e, dunque, l’era futura eterna. Non a caso otto sono le beatitudini raccomandate dal Cristo.

Ma l’otto raffigura anche i due sacri «vasi» della Vergine. Il superiore è il tempio dove lo Spirito opera il mistero dell’Incarnazione; l’inferiore è il ventre purissimo dove si compie la formazione del corpo, della natura umana del Verbo: Terra irrorata dallo Spirito da cui nascerà il Redentore. La Chiesa festeggia la Vergine due volte, l’8 settembre, ricordando la sua nascita, e l’8 dicembre celebrando la sua Immacolata Concezione, la nascita senza peccato originale.

Nel Medioevo l’otto ha anche ispirato la forma ottagonale dei fonti battesimali come simboli della nuova vita dopo il sacramento. Secondo l’insegnamento di sant’Agostino, infatti, il battesimo si ricollega sia alla Circoncisione sia alla Resurrezione: con esso si opera «la circoncisione del cuore» con la quale «assumiamo le stesse sembianze del Risorto poiché grazie al battesimo siamo morti nello spirito e divenuti fratelli nella Resurrezione». L’otto è infine collegato all’arcangelo Michele – la cui prima apparizione sulla terra, sul monte Gargano, avvenne proprio l’8 maggio – e alla bilancia che egli sorregge, dove sono pesati il bene e il male del defunto.

Da LUNARIO,  di Alfredo Cattabiani – Mondadori

Foto: Rete

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