Altomonte – SANTA MARIA DELLA CONSOLAZIONE

Santa Maria della Consolazione è il più cospicuo monumento gotico-angioino in Calabria, riedificato con autorizzazione di Clemente VI papa avignonese, esplicitata in quattro bolle, e ingrandita da Filippo Sangineto, signore di Altomonte, intorno al 1340, anno in cui a Napoli era stata inaugurata la sontuosa basilica di Santa Chiara, voluta da Roberto d’Angiò che Filippo Sangineto emulava nel mecenatismo e nella sensibilità artistica, seguendone altresì gli orientamenti politici e culturali. Già all’esterno c’è che ammirare e di che rimanere stupiti: la splendida facciata, col suo portale archiacuto ed il gigantesco rosone; a fianco la massiccia torre campanaria, un tempo merlata, la quale, più che un campanile, ci richiama alla mente le bastides francesi ossia chiese fortificate, alle quali la nostra si ispira; dove, in caso di estremo pericolo, gli abitanti cercavano rifugio, sperando, ai piedi dell’altare, di aver salva la vita. Sul portale lo stemma in pietra di Filippo Sangineto ricorda la sua munificenza: blasone che si ritrova meglio conservato nel coro, sull’arca funeraria del Sangineto. L’interno, a croce latina, colpisce per l’estrema semplicità del gotico, arricchito tuttavia da archi acuti, monofore, bifore, trifore, soffitto a capriate, coro a vela ed elementi integrativi vari. Dopo un primo sguardo d’insieme, nel quale lo spirito si appaga intuendo una superiore armonia di linee, spazi e volumi, in che la sua specifica arte consiste, si passa ai particolari di maggior rilievo. A sinistra, entrando, le ante di un’antica porta istoriata, datata 1588 e la lastra tombale in marmo di un giovane guerriero; più avanti, a media altezza, un affresco del ‘300 che rappresenta – secondo critici d’arte – Santa Maria della Consolazione, cui è dedicata la chiesa; all’ altezza del transetto, negli opposti bracci della croce latina, da un lato la cappella gentilizia dei Principi di Bisignano, con altare ligneo barocco e statua di San Michele Arcangelo e, nella cappella a destra, che porta alla sacrestia, la grande campana del trecento (ora nel convento), un tempo largamente echeggiante lungo valli e pendici, ora prezioso cimelio storico, fusa nel 1336 davanti alla porta della chiesa, al cospetto del signore feudale, dei notabili e della popolazione festante, da Cosma de Laurino, fonditore reale. Nel coro vi è l’artistico mausoleo del Sangineto, tra le sculture più importanti di Calabria.

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FONTE: https://www.fondoambiente.it/luoghi/chiesa-santa-maria-della-consolazione-altomonte?ldc

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