Paola e Cosenza, così le trova il nuovo prefetto nel 1861

L’8 aprile del 1861 Enrico Guicciardi è nominato nuovo prefetto di Cosenza. Si insedia ai primi di maggio. Con questa lettera, scritta al cugino, Luigi Torelli, racconta la Calabria tra Paola e Cosenza di allora.

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Arrivato a Cosenza venerdì scorso, colgo il primo momento di libertà che mi si lascia dopo quattro giorni, per scriverti due righe onde annunziare a te aTognino e agli amici, il mio arrivo, e darti contezza del mio viaggio da Napoli a qui. Trattenuto a Napoli dal Nigra che contava accompagnarmi, ne partii soltanto Mercoledì sera della scorsa settimana e feci il tragitto da Napoli a Paola sopra un piroscafo da guerra messo a mia disposizione, in 18 ore. Pernottai a Paola la notte del Giovedì da dove il Venerdì mattina partii per Cosenza ove giunsi dopo il mezzodì. Il viaggio di mare fu ottimo.

La riviera di Paola è bellissima e pittoresca ma il paese benché grosso e popolato abbastanza per forma una bella borgata fra noi; offre un aspetto di squallore e di miseria che ti colpisce sgradevolmente. Le contrade ad eccezione di una, sono così male selciate e così succide e strette che quelle di [Colda?] e [Ranchina?] al paragone sono corsi. Il paese è assai popolato e le vie formicolano di pezzenti e lazzaroni laceri e seminudi, che sono un peggiorativo di quelle di Napoli. Ebbi accoglienza ospitale da un ricco Signore del luogo che squisitamente educato mi usò ogni sorta di gentilezza.

Il prefetto Enrico Guicciardi

Il mio viaggio da Paola a Cosenza riuscì gradevole assai e per la bellezza dei luoghi che traversai e pel il corteo che mi accompagnò. Devi sapere che le strade non sono ancora così sicure, che un galantuomo possa avventurarsi a percorrerle senza scorta, figurati poi un Governatore! Un centinaio di Guardie Naz. di Paola bellissima gente vestita nel pittoresco loro costume e armati fino ai denti mi accompagnarono sino alla sommità dell’Appennino, ivi un’altra scorta eguale non meno bella della prima mi scortò fino presso a Cosenza, ove trovai un drappello di Carabinieri Reali che mi consegnò sano e salvo in Cosenza. Molte carrozze di Signori erano venute ad incontrarmi unitasi al Governatore Plutino, ed agli impiegati del Governo e degli altri uffici; onorificenza che mi imbarazzò assai, attesa la mia poca attitudine a darmi un contegno abbastanza Governatorile.

Cosenza trovasi in una bassura al confluirsi di due fiumi; è assai male fabbricato e le sue vie hanno poco da invidiare a quelle di Paola. I dintorni però sono amenissimi ed a mio parere nulla hanno ad invidiare a quelli della Brianza, mentre una vegetazione ricca e lussureggiante di cui fra noi non vi ha esempio mi pare che si debba far preferire. È peccato che si sia costretti ad ammirare solo da lontano questa bellissima collina. Il timore dei briganti qui è tale, che nessuno si dilunga dal paese due tiri di schioppo, se non è scortato da quattro o cinque bravi. Non so ancora fino a qual punto un tale timore possa essere esagerato, ma il fatto sta che nessuno osa avventurarsi solo nemmeno sulla unica strada postale. Io, quantunque non molto disposto a credere vere le molte cose che si raccontano in proposito, mi rendo ragione di questi timori e li giustifico quando considero l’uso che è qui di andare tutti armati.

L’altro ieri sull’imbrunire della sera volli uscire di città a fare due passi in compagnia d’un amico il conte Franco che mi accompagnò qui; al ritorno incontrai tre comitive di contadini che dalla città si conducevano alle loro case, i quali avevano tutti carabina ad armacollo ed alcuni stocchi a pistola in cintura. Queste cose sono dilettevoli a leggersi quando si trovano descritte in un romanzo, ma non producono la stessa sensazione quando si vedono di persona; e non posso nasconderti che quegli incontri in ora tarda e fuori dalla vista del caseggiato fanno una certa impressione che non ti dirò essere di paura, ma che non permette di trovarsi come dicono i Francesi, a son […] sono disceso a questa particolarità per darti un’idea del costume del paese attualmente; costume che io farò certamente cessare se rimarrò qui per qualche tempo, e mi si darà un po’ di forza regolare da disporre.

In riguardo all’amministrazione, tu non puoi figurare nulla di più disordinato e di più confuso. Un immenso voragine di affari affluiscono qui non essendovi regola, ne tenendosi alcun ordine gerarchico nella presentazione delle istanze. La sola firma degli atti che si spediscono mi occupa non meno di due ore al giorno; Ti parrà strano ma è cosa vera; immagina le altre occupazioni. Aggiungi a queste un gran numero di visite officiose ed un diluvio di visite interessate corredate […] lunga presentata in persona. Vedrò di mettere ordine anche in questo e l’ho già incominciato ma vi vorrà tempo.

Del poco che vedrò vedere son qui debbo argomentare che nulla vi fosse al mondo di più canagliesco del Governo Borbonico; dirti tutta la tristezza e le ladrerie che avevano una certa quale organizzazione legale sarebbe impossibile, e certamente non le crederesti non avendone la prova. Gladstone lo caratterizzò assai bene.

Dopo ciò non ti meraviglierai se ti dico che qui vi è tutto da innovare incominciando dagli impiegati e scendendo a tutte le altre classi sociali. In tutta la Provincia non vi è nemmeno una scuola elementare; ad eccezione della strada detta consolare che traversa la Provincia, non ve ne alcun altra carreggiabile che unisca due paesi per quanto vicini; insomma se io dovessi discendere a particolari non la finirei più, e l’ora assai tarda la stanchezza mi invitano al riposo.

Ti aggiungerò solo che il Borbonismo non vi ha radici, e che ad onta di qualche tentativo di reazione qui e colà, la condizione politica della Provincia può riguardarsi soddisfacente.

Addio frattanto, fa aggradire i mie doveri a tua moglie e Gepina, abbracciami Tognino e salutami cordialmente tutti gli amici e parenti alla cui memoria mi ricorderai. Ti prego di trasmettere questa mia anche al Tognino e Roberto, perché abbiano mie notizie in […] di quelle che loro scriverò direttamente.

Ti saluto di cuore e sono tuo aff. Cug.

Enrico Guicciardi

Cosenza 12 maggio 1861

[Enrico Guicciardi a Luigi Torelli, Cosen/a, 12 maggio 1861, in Archivio privato Guicciardi Azzola]

Fonte: IL PREFETTO E I BRIGANTI, di G. Ferraro – Le Monnier

FOTO: Rete

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