Un libro per amico: CAMBIAMO STRADA

Un minuscolo virus comparso all’improvviso in un lontanissimo villaggio della Cina ha creato un cataclisma mondiale. Ha paralizzato la vita economica e sociale in 177 paesi e ha prodotto una catastrofe sanitaria il cui bilancio nazionale e mondiale è tanto funesto quanto allarmante: più di quattro miliardi di persone confinate, cioè quasi la metà della popolazione mondiale, cinque milioni di malati a fine maggio, e quasi 350.000 decessi.

Certo, di pandemie nella storia ce ne sono state molte. E, certo, l’unificazione batterica del globo si è realizzata con la conquista delle Americhe, ma la radicale novità del Covid-19 sta nel fatto che è all’origine di una megacrisi, composta dall’insieme di crisi politiche, economiche, sociali, ecologiche, nazionali, planetarie che si sovrappongono le une alle altre, e hanno componenti, interazioni e indeterminazioni molteplici e interconnesse, in una parola complesse, nel senso originale del termine complexus, cioè “tessuto insieme”.

La prima rivelazione fulminante di questa crisi è che tutto ciò che sembrava separato in realtà è inseparabile.

La crisi generale di proporzioni gigantesche causata dal Coronavirus va vista anche come un sintomo virulento di una crisi più profonda del grande paradigma dell’Occidente diventato mondiale, quello della modernità, nato nel XVI secolo europeo – la nozione di paradigma indica infatti un principio di organizzazione del pensiero, dell’azione, della società, in breve di tutti gli ambiti dell’umano. Io sono tra quelli che ritengono che il Maggio ’68, il degrado della nostra biosfera, la crisi di civiltà, le antinomie della globalizzazione siano crisi del paradigma principale; penso anche che la gestazione di un nuovo paradigma avvenga nel dolore e nel caos, senza neanche la certezza che esso possa emergere e imporsi.

Un cambiamento di paradigma è un processo lungo, difficile, che si scontra con le enormi resistenze delle strutture e delle mentalità vigenti. Si realizza in un lungo lavoro storico che è al tempo stesso inconscio, subconscio e cosciente. La coscienza può contribuire al progredire del lavoro subconscio e inconscio. È ciò in cui crediamo e di cui vogliamo far parte.

Mai siamo stati reclusi fisicamente come nel confinamento, e tuttavia mai siamo stati così aperti al destino terrestre. Siamo condannati a riflettere sulle nostre vite, sulla nostra relazione con il mondo e sul mondo stesso.

Il post-Coronavirus è inquietante tanto quanto la crisi stessa. Potrebbe essere sia apocalittico sia portatore di speranza. Molti condividono la sensazione che il mondo di domani non sarà più quello di ieri. Ma quale sarà? La crisi sanitaria, economica, politica e sociale porterà a una disgregazione delle nostre società? Sapremo trarre una lezione da questa pandemia che ha rivelato a tutti gli umani una comunità di destino strettamente connessa con il destino bioecologico del pianeta? Eccoci entrati nell’era delle incertezze.

L’avvenire imprevedibile è oggi in gestazione. Auspichiamo che sia per una rigenerazione della politica, per una protezione del pianeta e per un’umanizzazione della società: è tempo di cambiare strada.

Da CMBIAMO STRADA Le 15 lezioni del Coronavirus – di  EDGAR MORIN – Raffaello Cortina editore

Dall’Introduzione

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  • Titolo:        CAMBIAMO STRADA – Le 15 lezioni del Coronavirus
  • Autore:       Edgar Morin
  • Editore ‏ : ‎ Cortina Raffaello (24 settembre 2020)
  • Prezzo‏ : ‎ 11 euro
  • Copertina flessibile ‏ : ‎ 124 pagine
  • ISBN-10 ‏ : ‎ 8832852632
  • ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8832852639

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