ALLA SERA

Negli ultimi tempi, ammalato e in miseria, fu costretto a nascondersi dai creditori andando a vivere nei sobborghi più poveri di Londra. Qui, come scrive in una lettera del 1826, «tra il trambusto di uomini in rissa, di donne in litigio, di fanciulli sbraitanti, di esecutori pignoranti», trovò conforto continuando la traduzione fall’Iliade. Morì nel villaggio diTurnham Green il 10 settembre del 1827, a 49 anni. Nel 1871 i suoi resti furono portati in Italia e sepolti in Santa Croce, vicino alle tombe dei grandi uomini da lui cantati nei Sepolcri.

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Forse perché della fatal quïete

Tu sei l’immago a me sì cara, vieni,

O Sera! E quando ti corteggian liete

Le nubi estive e i zeffiri sereni,

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E quando dal nevoso aere inquiete

Tenebre, e lunghe, all’universo meni,

Sempre scendi invocata, e le secrete

Vie del mio cor soavemente tieni.

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Vagar mi fai co’ miei pensier su l’orme

Che vanno al nulla eterno; e intanto fugge

Questo reo tempo, e van con lui le torme

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Delle cure, onde meco egli si strugge;

E mentre io guardo la tua pace, dorme

Quello spirto guerrier ch’entro mi rugge.

U. Foscolo

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ANALISI

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II sonetto è diviso nettamente in due parti, che corrispondono alle due quartine e alle due terzine. La prima parte è prevalentemente descrittiva, quindi statica: descrive lo stato d’animo dell’io lirico dinanzi alla sera, colta in due momenti diversi ma equivalenti nelle risonanze affettive, l’imbrunire di una bella giornata estiva ed il calare delle tenebre in una fosca sera invernale. La seconda parte è più dinamica, poiché rappresenta alcuni processi di trasformazione. Qui si colloca, infatti, il nucleo centrale del componimento, da cui si sprigiona tutto il suo movimento lirico, il «nulla eterno»: qui si chiarisce perché la sera, in quanto immagine della morte, è cara al poeta: la morte ha un’efficacia liberatoria, perché rappresenta l’annullamento totale, in cui si cancellano conflitti e sofferenze. La struttura dinamica di questa parte si organizza,in una duplice opposizione:

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nulla eterno vsreo tempo

pace della sera vsspirto guerrier

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in cui i primi termini sono positivi, i secondi negativi. La dinamicità della struttura è data dal fatto che il primo membro dell’opposizione annulla il secondo: il «reo tempo» si vanifica dinanzi all’immagine del «nulla eterno», lo «spirto guerrier» si placa dinanzi alla «pace» della sera. Leggendo verticalmente lo schema, risalta inoltre l’omologia tra «reo tempo» e «spirto guerrier»: appare chiaro che l’irrequietudine ribelle e tormentata dell’eroe è legata ad un momento storico negativo. Il centro dinamico della trasformazione è dato dai due verbi, «dorme» e «fugge». La loro funzione è messa fortemente in rilievo dalla loro collocazione nel verso: entrambi sono posti alla fine, ed un netto enjambement li separa dal loro soggetto, che è posposto («fugge / questo reo tempo»; «dorme / quello spirto guerrier»). Il parallelismo dei due momenti, il tempo che fugge e l’inquietudine che si placa, è espresso attraverso rigorose simmetrie sintattiche:

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elemento positivo: nulla eterno pace

verbo di trasformazione: fugge dorme

elemento negativo annullato: reo tempo spirto guerrier

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Anche il gioco delle rime è significativo e sottolinea la dinamicità della struttura: entrambi i verbi positivi, che indicano la liberazione, rimano con verbi o sostantivi che indicano il negativo: «fugge» rima con «strugge» e «rugge»; «dorme» con «torme». Si può ancora osservare come nella parte descrittiva, costituita dalle due quartine, vi siano ritmi ampi e pausati, periodi lunghi e complessi, mentre nella parte più dinamica si ha un ritmo serrato e periodi più brevi e nervosi.

A ben vedere, in questa struttura così rigorosa si traduce la tematica centrale del Foscolo di questo periodo, quella ampiamente presente nell’Ortis: lo scontro dell’eroe generoso ed appassionato con una realtà storica fortemente negativa, che genera sradicamento, infelicità, irrequietudine, rivolta; ed anche qui l’unica soluzione che si offre ad una situazione intollerabile è la morte, intesa materialisticamente come annullamento totale. Nella poesia lirica, Foscolo costruisce di sé un’immagine eroica del tutto analoga a quella proposta nel romanzo (anche se il romanzo epistolare induce ad un più immediato sfogo passionale, mentre il genere lirico impone un maggior controllo ed un maggior distacco contemplativo).

Da DAL TESTO ALLA STORIA…, di Baldi, Giusso, Razetti, Zaccaria – Paravia

FOTO: Rete

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