IL TEMPO DEL MAIALE

Carissimi, ben ritrovati.

Riprendiamo il viaggio nei nostri LUOGHI DELL’ANIMA. L’invito è sempre valido: date il vostro contributo per renderli più ricchi con le vostre foto ed i vostri ricordi. Rinnovo un consiglio: se volete passare una serata speciale con amici e parenti, collegate il cellulare o il computer al televisore e sfogliate l’album di famiglia della nostra piccola comunità, che trovate nel blog orsomarsoblues.it (questo è il link: https://www.orsomarsoblues.it/category/i-luoghi-dellanima/ ). I LUOGHI DELL’ANIMA, ricchi di centinaia di fotografie, sapranno scaldarvi il cuore, regalandovi emozioni particolari.

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Alcuni mesi fa Luigi Cirelli mi disse: “Ho una foto da darti, te la lascio da Angelo Cersosimo”. Dopo averla digitalizzata, gliela volevo restituire qualche giorno dopo, incontrandolo alla Sciodda. “Conservala tu”, mi disse.

La foto è questa. I signori li conoscete: sono, partendo da sx, Vincenzo Papa, Luigi Cersosimo, Cosimo Cirelli e un gruppo di giovani dei quali so indicarvi solo Angelo Cersosimo.

Ci riporta agli sgoccioli del tempo contadino, quando il maiale era risorsa. Chi poteva lo cresceva nei paraciddi. Fino agli anni Sessanta erano in paese, spesso sotto casa. Poi si crearono le porcilaie attorno al centro abitato: Anzittto, Turricedda, Primochiuppo …

La macellazione avveniva tra dicembre e gennaio. Ogni mattina da nu vucinanzo arrivava la voce lamentosa di un maiale. Era una festa per grandi e piccoli: profumi intensi, muddicata e grandi tavolate. Vegani per necessità, questo era uno dei pochi momenti in cui la carne riempiva la tavola di molti orsomarsesi.

Oggi, che il rito del maiale è quasi scomparso, ripensare a quel tempo regala dolcezza, perché ritornano alla coscienza volti, voci, gesti, sapori e la freschezza degli anni acerbi. È il tocco malandrino dei ricordi, che frega chi ha nella bisaccia molti anni da trasportare.

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