La civiltà dei megaliti, le grandi pietre

Veduta del tempio megalitico di Mnajdra, a Malta, risalente al IV millennio a.C.  Dal V millennio a.C. si sviluppa in Europa il fenomeno del megalitismo, ovvero la creazione di monumenti costruiti con l’utilizzo di pietre dalle imponenti dimensioni che possono avere funzioni di sepolture comunitarie e luoghi di culto connessi spesso con l’osservazione del ciclo e delle stagioni.

La civiltà dei megaliti, le grandi pietre, si diffuse in Europa a partire dal V millennio perdurando in varie forme fino all’età del Ferro. Menhir, dolmen e cromlech, diffusi in Inghilterra, Spagna, Francia, Manda, Danimarca e Italia meridionale, sono la testimonianza di antiche religioni incentrate sul culto dei morti e della fertilità. La pietra, infatti, diviene simbolo di incorruttibilità e immortalità e nella pietra, in un corpo nuovo, trasmigra l’anima degli antenati dopo la morte acquistando in tal modo una nuova vitalità. Per questo le case dei defunti sono realizzate in pietra – le tombe a cassa megalitiche, i dolmen-, spesso delimitate da recinti litici per le cerimonie funerarie e cultuali.

Menhir di Monte Corru Tundu, Villa Sant’AntonioSardegna

Le strutture megalitiche realizzate per l’esercizio di questi culti sono di varie tipologie: ai grandi menhir isolati (gli esemplari francesi sono i più elevati), spesso con funzione di «segnacolo» di un luogo sacro, si affiancano gli «allineamenti» o cromlech, serie di menhir disposti in fila o a semicerchio, quest’ultimi a delimitare un’area sacra destinata alla celebrazione di cerimonie religiose. Uno dei cromlech più noti è quello di Stonehenge.

Il dolmen di Pentre Ifan (Galles), V millennio a. C. Caratterizzato da una lastra orizzontale di pietra sorretta da due o più pietre verticali, il dolmen è una delle strutture funerarie più tipiche dell’Europa megalitica.

Diversamente i dolmen, dal bretone dal (tavola) e men (pietra), sono da considerarsi come dei monumenti sepolcrali collettivi. Talvolta un menhir ne segnala la presenza al di sotto di un tumulo con funzione protettiva.

I menhir, dal bretone men (pietra) e hir (lungo), da semplici pietre infisse verticalmente nel terreno, si trasformano dapprima in statue-menhir, fino a diventare statue-stele. Infatti, la credenza che portava ad identificare nel monolite la dimora eterna dell’anima del defunto ha trasformato il rozzo monolite in statua-menhir; lastra rettangolare sulla quale, a partire dal Bronzo finale, la figura umana è rappresentata in forme stilizzate. Quest’evoluzione si protrarrà fino all’età del Ferro nelle forme delle statue-stele, lastre litiche scolpite su entrambe le facce. Sulle stele (famose quelle della civiltà daunia nell’Italia meridionale) la figura è rappresentata con elementi anatomici e simbolici (come spade e pugnali) ed è da identificare come divinità maschile o femminile.

Da STORIA DELLE RELIGIONI, Biblioteca di Repubblica

FOTO: Rete

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