RICONOSCERE LE PIANTE INFESTANTI

Chenopodium album

Naturalmente non tutte le piante spontanee sono infestanti, e il giardiniere che le elimina tutte indiscriminatamente spreca del materiale anche di valore. Molte piante, infatti, attraggono gli insetti predatori, altre danno nutrimento auccelli e farfalle, e altre ancora, come il trifoglio, sono utili in quanto fissano l’azoto nel terreno (v. pag.34). Perciò, prima di gettarsi all’assalto di tutte le piante non coltivate, è opportuno fare qualche considerazione. Anzi, personalmente consiglio di coltivare piante ornamentali botanicamente affini alle specie spontanee, in quanto sono queste ad attrarre maggiormente la fauna.

Convolvulus arvensis

Naturalmente non sto consigliandovi di lasciare il giardino completamente in balìa della natura, altrimenti le specie coltivate verranno facilmente sopraffatte dalle più aggressive specie indigene, poco inclini a raggiungere accordi di pacifica coesistenza. La maggior parte delle piante spontanee va tenuta a freno, o tutt’al più può rimanere se c’è spazio sufficiente. Ho distinto le specie che vanno assolutamente eliminate (“Infestanti indesiderabili”) da quelle che possono venir mantenute per qualche loro prerogativa positiva (“Infestanti tollerabili”).

Agropyron repens

INFESTANTI INDESIDERABILI

Le piante striscianti non dovrebbero mai essere lasciate fiorire, pena la loro incontrollata diffusione. In particolare occorre essere decisamente spieiati verso la podagraria (Aegopodium podagraria), il convolvolo (Convolvulus arvensis), la falsa gramigna (Agropyron repens), lo stoppione (Cimurri arvense), il poligono (Polygonum sp.). Un po’ più agevoli da controllare sono il ranuncolo strisciante (Ranunculus repens), l’edera terrestre (Glechoma hederaced) e il cinquefoglie (Potentilla reptans).Le piante spontanee che si riproducono per seme non sono impossibili da controllare, a condizione che vengano eliminate prima che abbiano potuto disseminare. Le specie a radice fittonante, come i romici (Rumex sp.) e il cerfoglio (Anthriscus sylvestris), andrebbero estirpate.

Ranunculus repens

Gli organi sotterranei (tuberi, cormi, bulbi e rizomi) vengono riportati alla superficie quando la pianta viene estirpata, e possono contribuire alla propagazione della specie. La più aggressiva è l’acetosella, da eliminare non appena mette in mostra la prima, timida fogliolina! La sola possibilità di intervento è la continua zappatura, ovviamente se non avete già predisposto la copertura del terreno con fogli di polietilene nero.

Rumex acetosa

INFESTANTI TOLLERABILI

Dopo aver provveduto a mettere fuori gioco per sempre le vere infestanti, potete lasciare qualche spazio ad altre specie meno invadenti. Il nostro interesse di giardinieri sta nella coltivazione di piante per ornamento e per scopi alimentari. Il limite al quale permettere alla natura di esprimersi spontaneamente è una questione di scelta, e dipende in gran parte dalle dimensioni del giardino. Nel mio giardino ho sempre concesso asilo ai bei fiori gialli della linaria (Linaria vulgaris) e ai grappoli colorati delle diverse specie di licnidi (Lychnis alba, L. dioica). Nelle bordure, dove queste “infestanti” trovano terreno più fertile, posso osservare i loro “show” floreali, non inferiori a quelli degli ibridi coltivati.

Taraxacum officinale

Qualcuno ha detto che se il dente di leone (Taraxacum officinale) crescesse allo stato spontaneo solo nel Tibet, saremmo disposti a pagare cacciatori di piante perché andassero a raccoglierne un esemplare, e pregheremmo in ginocchio i vivaisti di moltiplicarcelo. Invece è una pianta comunissima, e siamo portati a sminuire la bellezza del suo fiore. Lasciamolo rimanere in giardino, ma senza permettergli di montare a seme, altrimenti diventerà un ospite fisso e troppo invadente.

L’ortica (Urtica dioica) è una pianta molto impopolare per i noti motivi, ma se potete tenetene qualche esemplare, in quanto rappresenta un’importante fonte di cibo per le farfalle.

Il papavero o rosolaccio (Papaver rhoeas) era una delle piante più comuni nei nostri campi, prima che l’uso massivo di diserbanti chimici ne provocasse la virtuale estinzione. Il papavero merita un posto nel giardino in quanto i suoi semi attirano i fringuelli.

Il senecione (Senecio vulgaris) e il geranio propriamente detto (Geranium robertianum) sono utilissime piante per le farfalle e le api, ma se giungono a seme possono creare seri problemi di invadenza.

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Taraxacum officinale

Qualcuno ha detto che se il dente di leone (Taraxacum officinale) crescesse allo stato spontaneo solo nel Tibet, saremmo disposti a pagare cacciatori di piante perché andassero a raccoglierne un esemplare, e pregheremmo in ginocchio i vivaisti di moltiplicarcelo. Invece è una pianta comunissima, e siamo portati a sminuire la bellezza del suo fiore. Lasciamolo rimanere in giardino, ma senza permettergli di montare a seme, altrimenti diventerà un ospite fisso e troppo invadente.

L’ortica (Urtica dioica) è una pianta molto impopolare per i noti motivi, ma se potete tenetene qualche esemplare, in quanto rappresenta un’importante fonte di cibo per le farfalle.

Papaver rhoeas

Il papavero o rosolaccio (Papaver rhoeas) era una delle piante più comuni nei nostri campi, prima che l’uso massivo di diserbanti chimici ne provocasse la virtuale estinzione. Il papavero merita un posto nel giardino in quanto i suoi semi attirano i fringuelli.

Il senecione (Senecio vulgaris) e il geranio propriamente detto (Geranium robertianum) sono utilissime piante per le farfalle e le api, ma se giungono a seme possono creare seri problemi di invadenza.

Geranium robertianum

Se in giardino avete un vecchio ceppo d’albero, potete decorarlo coprendolo d’edera (Hedera helix); molti uccelli e insetti sfruttano l’edera come rifugio e come fonte di cibo.

La specie Stellarla media, comunissima pressoché ovunque, può essere tollerata in inverno per impedire che il terreno si saturi d’acqua; inoltre, dopo l’interramento, arricchisce il terreno di sostanza organica. Non lasciatela invece crescere in estate: una volta che si è insediata, infatti, può creare seri problemi.

Stellarla media

Se in giardino avete un vecchio ceppo d’albero, potete decorarlo coprendolo d’edera (Hedera helix); molti uccelli e insetti sfruttano l’edera come rifugio e come fonte di cibo.

La specie Stellarla media, comunissima pressoché ovunque, può essere tollerata in inverno per impedire che il terreno si saturi d’acqua; inoltre, dopo l’interramento, arricchisce il terreno di sostanza organica. Non lasciatela invece crescere in estate: una volta che si è insediata, infatti, può creare seri problemi.

Dipsacus fullonum

Il cardo dei lanaioli (Dipsacus fullonum) è una pianta alta e imponente, con grosse infruttescenze che attraggono i cardellini. I fiori attraggono le farfalle e altri insetti.

Un’altra pianta-richiamo per gli insetti è il comunissimo farinello (Chenopodium album), apprezzatissimo come verdura nel Medioevo.

Infine vanno ricordate le leguminose, utilissime perché dopo l’interramento arricchiscono di azoto il terreno. Ad esempio, l’erba medica (Medicago saliva) e i trifogli (Trìfolium sp.) possonopermanere nel giardino durante l’inverno.

Da ORTO E GIARDINO SECONDO NATURA, di G. Hamilton – Idea Libri

FOTO: Rete

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