ZIA TRANQUILLA

Mia madre rimase orfana che era ragazza. Le toccò vivere anni difficili. Le furono di grande conforto le zie: Filomena, Grazia, Ersilia, Elisabetta e la signora che vedete nella foto, Tranquilla. Tutte del ceppo Grimone, come mia nonna Carmela. Tutte di carattere mite, con un parlare dimesso ed abiti severi, come richiedeva il tempo.

Le ho conosciute tutte, ma con zia Tranquilla c’era più familiarità. Per mia madre era un appoggio sicuro, un focolare dove recuperare il calore degli affetti. Per me era la nonna che non ho conosciuto. Quando andavo a trovarla, mi rimproverava perché mi facevo vedere poco. Ci si sedeva nella sua piccola cucina e si discuteva del più e del meno. Nei suoi occhi, nella sua voce coglievo sempre una vena di malinconia, rafforzata da quegli abiti scuri che le fasciavano il corpo. La morte del figlio, troppo giovane per finire nel gelo di una tomba, se l’è portata come una ferita mai rimarginata.

Il ricordo di zia Tranquilla m’è ancora compagno, con la dolcezza di quelle  carezza ricevute da bambino.

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