Le glaciazioni in Calabria

A dx Il Pollino con la Grande Frana, al centro il Canalone di Malevento. I depositi morenici lasciati dai ghiacciai li notate a sx, nella Fossa del Lupo ,e a dx, al Piano di Toscano

L’idea che durante le glaciazioni le cime principali della Calabria fossero state sede di ghiacciai è abbastanza antica, anche se non tutti coloro che si occuparono dell’argomento condussero a prove definitive. Una revisione degli anni Settanta del secolo scorso, tuttavia, ha provato l’esistenza di piccoli ghiacciai di circo, con relative morene, in diverse località del gruppo del Pollino, sui monti della Catena Occidentale e sulla Sila.

Sul gruppo montuoso del Pollino, furono segnalati circhi glaciali e relative morene a Fossa del Lupo, Serra del Prete, località Chiaromonte nonché a Piano Toscano, Piano del Pollino, Serra Dolcedorme, Piano di Acquafredda e Piano Gaudolino.

In base alle tracce glaciali, sono state individuate con certezza quattro fasi glaciali, tutte durante la glaciazione del Wurm. Il limite delle nevi permanenti durante la prima fase sarebbe sceso all’inarca fino all’attuale quota 1900 m slm, mentre nelle successive fasi avrebbe raggiunto rispettivamente le quote dì 2000, 2030, 2070 m slm circa (Boenzi, Palmentola 1975).

Glaciazioni

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Lungo la Catena Occidentale (o i Monti dell’Orsomarso secondo una nuova definizione di tipo giornalistico) le tracce glaciali furono rinvenute soprattutto sul Monte La Mula e sul Cozzo del Pellegrino. Nel primo, i cordoni morenici che oggi si rinvengono fra i 1450 m slm e i 1700 m slm sembrano corrispondere a tre diverse fasi stadiali. Il limite climatico delle nevi permanenti sarebbe stato, nella prima fase, a quota 1650 m, mentre nella seconda e terza si sarebbe sollevato rispettivamente alle quote 1700 m e 1800 m slm circa (Boenzi, Palmentola 1974).

Più interessanti sono le tracce glaciali su Cozzo del Pellegrino, dove le ricerche consentirono di riconoscere alcuni circhi glaciali, diversi tratti di una valle glaciale ed estesi depositi morenici. La valle glaciale, non rinvenuta negli altri complessi montuosi, ha un tipico profilo a U e pareti molto ripide lisciate dal ghiacciaio. In particolare, sul Piano di Ferrocinto, fu notato un cordone morenico trasversale al senso della valle e sotto tale manto morenico si intravedeva un piccolo lembo detritico cementato, forse appartenente a una glaciazione anteriore a quella del Wurm, quindi del Riss.

Anche in Sila si rinvennero tracce glaciali sulle due cime più elevate: Monte Botte Donato e Monte Stella. Sul primo, le tracce glaciali si trovano fra le quote 1600 e 1750 m circa slm e sono riferibili a tre cordoni morenici trasversali. Quasi uguale livello hanno le tracce glaciali sul Monte Stella, ovvero tre fasi glaciali con il limite climatico fra 1750 e 1830 m circa slm. L’Aspromonte non sembra presentare tracce glaciali, la cui assenza può essere spiegata con fatti erosivi avvenuti dopo la glaciazione wurmiana che ne avrebbero distrutto le tracce.

FONTE: “Viaggio geoarcheolgico attraverso la Calabria”, di Gioacchino Lena – Rubbettino

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