L’opera di oggi: LA LIBERTA’ CHE GUIDA IL POPOLO – 1830

La libertà che guida il popolo di Eugène Delacroix conservata nel museo del Louvre a Parigi, realizzata nel 1830.

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Più classico che romantico

Nonostante fosse stato inserito a tutti gli effetti tra i romantici, Delacroix, che si considerava piuttosto un classico, era un uomo d’ordine, tutt’altro che incline ai rivolgimenti sociali. Così la sua partecipazione alla rivoluzione del 1830 era stata alquanto tiepida, e quasi per una sorta di riparazione dipinse questo dipinto che lascerebbe supporre una totale e appassionata condivisione degli ideali che avevano spinto molti parigini sulle barricate.

Il primo quadro politico

Qualcuno tuttavia considera quest’opera il primo quadro politico nella storia della pittura moderna, visto che, al di là delle personali convinzioni politiche dell’artista, quel che si legge è un’esaltazione della determinazione con cui i rivoltosi avanzano, incuranti dei rischi, protesi al loro obiettivo. Delacroix sceglie infatti di ispirarsi a un momento cruciale dell’insurrezione, quando i parigini di ogni età e di ogni condizione sociale travolgono le truppe. L’idea è chiaramente quella di esprimere la partecipazione corale della folla e la comunanza di ideali che supera le discriminazioni sociali, per cui il borghese con il cappello a cilindro (in cui qualcuno vede una personificazione dello stesso Delacroix) sta accanto ai popolani e ai ragazzi che coraggiosamente danno il loro contributo all’evento.

Particolare

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Tra realismo e allegoria

II pittore si era documentato scrupolosamente per la sua opera, che così risulta anche verosimile sul piano storico, ma poi fa prevalere un significato di propaganda, dando rilievo soprattutto alla figura dell’eroina che rappresenta la Francia. È una donna che sta al di sopra di tutti, seminuda (a indicare la sua libertà anche dalle convenzioni e dai vincoli di ogni genere), con in testa il berretto frigio, che era stato uno dei simboli della Grande Rivoluzione, la bandiera in una mano e un fucile nell’altra.

Il coinvolgimento dell’osservatore

L’enfasi anche cromatica e la sapiente distribuzione delle figure, con una sorta eli piramide culminante nella bandiera che sventola gagliardamente senza essere offuscata dai fumi che pure si sollevano dagli incendi e dalle distruzioni, sono finalizzate a un coinvolgimento emotivo dell’osservatore, al quale si chiede, prima ancora di condividere un progetto politico, di ammirare le virtù eroiche della popolazione parigina. Le stesse dimensioni dell’opera (più di tre metri eli base per quasi tre di altezza) dipendono da questo obiettivo propagandistico, ottenuto dall’artista tramite il ricorso a un’efficace retorica che ha non poche connessioni anche con la letteratura coeva (si pensi all’opera di Victor Hugo).

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FONTE: “STORIA DELL’ARTE”, di Dorfles, Laurocci, Vettese – Atlas

Foto: Rete

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