Città preromana a Laino Borgo

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Un centro urbano di quasi quaranta ettari è stato scoperto nel parco nazionale del Pollino, in Calabria. Secondo i ricercatori potrebbe trattarsi di una colonia greca ‒ forse la perduta Laos ‒, in seguito occupata dai lucani, un popolo italico preromano

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Gli scavi archeologici appena conclusisi sul colle di San Gada, nel comune di Laino Borgo in Calabria, hanno prodotto una grande scoperta: una città risalente al VI secolo a.C. che occuperebbe quasi quaranta ettari. Per gli studiosi l’ipotesi principale è che si tratti della perduta città di Laos, una città subcolonia fondata dalla greca Sibari dopo che il sito era stato conquistato da Crotone nel 510 a.C., e che più tardi fiorì sotto il controllo dei lucani, una popolazione preromana che viveva nel sud Italia.

L’antico centro urbano è emerso ad appena una ventina di centimetri di profondità, in un terreno privato nella zona collinare nel parco nazionale del Pollino. Secondo gli studiosi, si tratta di «un centro urbano di notevoli dimensioni, con un sistema viario organizzato in isolati regolari». Sono stati identificati diversi spazi, come strade, cortili e piccole piscine per raccogliere l’acqua pluviale. In particolare, è stato completato lo scavo di un grande casa, risalente al III o IV secolo a.C., organizzata intorno a un cortile rettangolare, con diversi vani che vi ruotano intorno, tra i quali uno contenente una grande vasca centrale per la raccolta dell’acqua, con rivestimento e un complesso sistema di adduzione e smaltimento. La vasca è un’opera d’ingegneria idraulica molto importante e probabilmente connessa al culto delle acque legato al fiume Lao, che scorre ai piedi della collina.

Le strutture più antiche di questa realtà urbana risalgono all’epoca della fondazione greca (VI secolo a.C.), ma il centro continuò a crescere anche in epoca lucana (V secolo); nei secoli seguenti, tuttavia, la presenza umana scomparve in maniera repentina. I ricercatori suggeriscono che un qualche tipo di evento drammatico, come un terremoto o una guerra, potrebbe aver distrutto la città e impedito che in seguito venisse ricostruita.

I lucani erano un’antica popolazione italica che condivideva il territorio del sud Italia con i coloni greci. La Lucania comprendeva gran parte dell’attuale Basilicata e alcune zone della Calabria, della Puglia e della Campania. Intorno al 300 a.C. queste popolazioni entrarono in contatto con i romani, che li sottomisero per aver sostenuto i cartaginesi durante la Seconda guerra punica. Da allora la loro cultura fu assorbita a poco a poco attraverso la romanizzazione che coinvolse tutta l’Italia.

Secondo il professor Fabrizio Mollo, dell’Università di Messina, responsabile della campagna di scavi, la città scoperta ha una «grande importanza e merita una valorizzazione attenta. Si tratta sicuramente del giacimento insediativo più importante di tutta la valle». L’archeologo ritiene che gli scavi, arrivati al loro secondo anno e conclusisi giovedì 23 settembre, nella prossima campagna daranno «risultati importanti anche dal punto di vista scientifico». Mariangelina Russo, sindaca di Laino Borgo, afferma che l’amministrazione municipale si sta impegnando per acquistare il terreno e valorizzare il sito.

FONTE: https://www.storicang.it/a/scoperta-grande-citta-preromana-a-laino-borgo-in-calabria_15339?fbclid=IwAR3J6ioMe8zTyB93uhEka1oUrsoyzHuJGcNw0YyV2G89KyqpH4AHTqkYto0

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