Un libro per amico: “SCALEA ANTICA E MODERNA”

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Scrivere una storia completa di Scalea è senz’altro un’impresa ancora prematura e quindi imprudente. Non si dispone, infatti, di ricerche settoriali sufficientemente esaurienti per tutti i periodi storici. Molte sono ancora le lacune che devono essere colmate, così come molti sono gli enigmi e i problemi sul tappeto che attendono di essere risolti. Neppure questa, quindi, ha la pretesa di essere una “storia di Scalea” completa e definitiva, ma vuole solo essere uno sguardo a grandi linee sulle problematiche che il territorio di Scalea ancora propone ai ricercatori, un momento di riflessione per fare il punto sulle nostre conoscenze attuali e magari uno stimolo per ulteriori ricerche.

Insuperata, nonostante gli anni e le imperfezioni, rimane l’opera del compianto Carmine Manco, a cui va il nostro grato e affettuoso ricordo. Egli stesso, peraltro, palesemente insoddisfatto del lavoro compiuto, più tardi cominciò a porre mano a lavori monografici di ben più alto profilo e spessore. Grazie a questi ultimi egli non solo fu il primo a fare luce su importanti momenti di storia scaleota, ma riscosse anche il plauso e l’apprezzamento di ambienti accademici. Ciò inevitabilmente lo portò a considerare il suo lavoro del ’69 come un’opera giovanile e ancora immatura. È evidente tuttavia che Carmine era troppo severo con se stesso, specialmente se si considera che oggi, dopo quasi quarant’anni dall’uscita di quella prima “storia di Scalea”, le cose non sono cambiate di molto e quel suo “immaturo” libro si legge ancora con profitto e piacere.

Certo, molti nuovi studi si sono aggiunti nel corso degli anni, non solo quelli preziosi dello stesso Manco, ma anche quelli di altri studiosi, qualcuno di origine scaleota, che ci hanno consentito di chiarire alcuni punti oscuri e di aprire nuove finestre sul passato di Scalea, ma – e su questo dobbiamo concordare con Carmine – molto ancora dovrà essere fatto prima di poter tagliare quell’agognato traguardo e scrivere finalmente una “storia di Scalea” degna di questo nome.

Per le epoche più remote, antichità e medioevo, accanto ai lavori di ricerca archivistica, si sente sempre più urgente e fondamentale la necessità di nuove campagne di scavo: soprattutto il centro storico potrebbe riservarci molte nuove e gradite sorprese. Per i tempi più vicini a noi, invece, si avverte la mancanza e il bisogno di lavori di ricerca nei numerosi archivi italiani e stranieri, pubblici e privati. Chi è pratico di questo tipo di ricerche sa quanto dispendio di energie esse comportino, in termini di tempo e di denaro, ma anche di pazienza e capacità di sintesi: se ciò venisse compreso in minima parte, sono certo che il lavoro degli storici sarebbe rivalutato e sicuramente apprezzato in maggior misura.

Chi scrive da anni si dedica prevalentemente allo studio dell’età medievale. Questo che è in assoluto il più lungo periodo storico (naturalmente se si esclude la preistoria) si sta rivelando una miniera inesauribile di scoperte per la Calabria e per Scalea in particolare. In questo periodo, infatti, affondano le vere radici di Scalea: ai Bizantini si deve la sua fondazione e il suo nome, ai Normanni la sua valorizzazione come base militare e commerciale, agli Svevi la sua trasformazione in quella città ricca e fiorente che gli Angioini e gli Aragonesi continuarono a promuovere con ottimi risultati.

Purtroppo il periodo successivo, che vide nel resto d’Italia e d’Europa lo sviluppo del Rinascimento e lo slancio delle nuove scoperte geografiche, per Scalea rappresentò una triste battuta d’arresto: il passaggio del regno di Napoli agli Spagnoli, che coincise con l’inizio delle incursioni dei Turchi, per decenni flagello delle coste dell’Italia meridionale, a cui si unì quello non meno disastroso del malgoverno dei nuovi dominatori, ebbe effetti drammatici e duraturi. Solo molto più tardi, quando quel periodo fu archiviato e di esso non rimase che un brutto ricordo, Scalea cominciò una lenta ripresa e non mancarono nuovi frutti del “genio scaleota”.

Il presente lavoro, dunque, si propone di raccogliere i risultati delle nuove ricerche e delle recenti importanti acquisizioni sul passato di Scalea e, soffermandosi solo su alcuni momenti storici particolarmente significativi, non ha e non vuole avere carattere esaustivo né definitivo. L’auspicio è che, come una goccia nell’oceano, possa costituire un piccolo contributo ad un’impresa alla cui realizzazione occorreranno ben altra capacità e impegno.

Un doveroso ringraziamento va all’editore Osvaldo Cardillo, che ha creduto in quest’opera e ne ha seguito la “gestazione” con premura e coinvolgimento.

Una menzione speciale va anche a Gianfranco Deidda ed Enzo Grisolia della Gridei per la professionalità e la competenza.

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Amito Vacchiano

Dalla Premessa

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Dettagli

Titolo: Scalea antica e moderna

Autore: Amito Vacchiano

Editore: Salviati

Prezza: 9 euro

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Un libro che si legge con diletto e profitto

2 Replies to “Un libro per amico: “SCALEA ANTICA E MODERNA””

  1. Giuseppe ha detto:

    sapete dove è possibile reperire o acquistare questo libro?

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