Origine dei nomi:  ROSA, ROSINA, ROSANNA, ROSALBA…

 

rosa luxemburg

Persone che portano questo nome: 600.000

 ALTERATI:

Rosétta (15.000) e Rosellina (600), Rosétta (51.000), Rosina (75.000) e Rosinèlla (75), Rosita (9.000).

 IPOCORISTICI  (diminutivi, vezzeggiativi):

Ròsi (1.600), Ròsy (150).

NOMI DOPPI:

Ròsa Anna o Rosanna (105.000),  Rosa Alba o Rosalba (36.000), Rosa  Maria o Rosamarìa (18.000), Rosa Angela o Rosàngela (10.000). –

 MASCHILE

 Róso (25).

 ALTERATI:

Rosèllo (100), Rosétto (100), Rasino (50).

E uno dei nomi femminili di più alta frequenza in Italia – il 4° per rango nazionale – ampiamente diffuso ma con maggiore compattezza nel Sud, salvo gli alterati e gli ipocoristici più frequenti nel Nord e nel Centro.

E uno dei  tanti nomi affettivi e augurali formati da fiori (come Dalia, Ortensia, Viola, ecc.), in questo caso la rosa, il fiore più bello e profumato, e più noto fin dall’antichità.

Il nome sorge in Italia nell’alto Medio Evo, si afferma con la poesia che eleva la rosa, per la sua freschezza e bellezza, a simbolo della giovinezza e dell’amore, si diffonde con il culto di varie sante, e soprattutto di Santa Rosa da Viterbo, terziaria francescana, patrona di Viterbo (dove il nome, in tutta la provincia, ha un’alta frequenza relativa).

L’alterato Rosila o Rosito, di matrice spagnola, anche se in alcuni casi può appartenere a residenti straniere di lingua spagnola, è per lo più un nome di moda esotica e fonica italiano sostenuto da canzoni e personaggi di film e spettacoli vari di successo. Rosi o Rosy può essere l’ipocoristico, oltre che di Rosa, degli alterati Rosella, Rosetta, Rosina, Rosita, e anche di Rosalia, Rosalinda, Rasaria, Rosaura, Rosilde.

 Rosanna e soprattutto Rosalba (molto più comuni nella grafia unita) sono ormai sentiti come nomi non più doppi ma autonomi.

Fonte: Emidio De Felice “NOMI D’ITALIA”

Foto web

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« Quando si ha la cattiva abitudine di cercare una gocciolina di veleno in ogni fiore schiuso, si trova, fino alla morte, qualche motivo per lamentarsi.

Guarda quindi le cose da un angolo diverso e cerca il miele in ogni fiore: troverai sempre qualche motivo di sereno buonumore. (…) Alla fine, tutto sarà ben ricapitolato; e se così non sarà io proprio me ne infischio, anche senza la vita è per me una tale fonte di gioia: tutte le mattine ispeziono scrupolosamente le gemme di ogni mio arbusto e verifico dove ce ne sono; ogni giorno faccio visita a una coccinella rossa con due puntini neri sul dorso che da una settimana mantengo in vita su un ramo, in un batuffolo di calda ovatta nonostante il vento e il freddo; osservo le nuvole, sempre più belle e senza sosta diverse, e in fondo io non mi considero più importante di quella piccola coccinella e, piena del senso della mia infima piccolezza, mi sento ineffabilmente felice ».

Rosa Luxemburg

Da  “Lettere contro la guerra”, Prospettiva Edizioni, Roma 2004, p. 78-79

« Ora è sparita anche la Rosa rossa.

Dov’è sepolta non si sa.

Siccome disse ai poveri la verità

I ricchi l’hanno spedita nell’aldilà »

(Bertolt Brecht, Epitaffio, 1919)

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