Tradizioni di Santa Lucia

 

 

LA TRADIZIONE IN SVEZIA

La festa di Santa Lucia è una tradizione introdotta  intorno al 1920.

Da allora, la figlia maggiore si svegliava alle quattro del mattino per preparare caffè ed i dolci per la colazione. poi, vestitasi con una tunica bianca cinta da una fascia rossa, portava alla propria famiglia ancora a letto ciò che aveva preparato. Le altre figlie, invece, si vestivano con una tunica bianca cinta da una fascia bianca.

È La tradizione più amata Svezia che la festeggia in un modo completamente diverso da quanto avviene in Italia.

In casa, a scuola, al lavoro, ogni anno, viene scelta una ragazza che, incoronata dal vincitore del premio Nobel per la letteratura, rappresenta Santa Lucia.

La giovane viene vestita di una lunga veste bianca con una fascia rossa in vita, ornata sul capo da una corona di candele, decorate con un intreccio di foglie di mirtilli rossi.

All’alba del 13 dicembre, migliaia di bambine con una veste bianca, una candela accesa in mano ed una coroncina di candele elettriche in testa, illuminano il buio inverno svedese.

E si tengono lunghe processioni guidate dalla piccola Santa Lucia con le sue damigelle ed i paggetti che indossano vesti bianche e cappelli con stelle dorate.

Il corteo è chiuso da bambini vestiti come folletti.

Si tratta di una scena incantata ed incantevole, con i bambini che cantano canzoni tradizionali natalizie ed illuminano l’oscurità con le loro candele.

Lucia e le sue damigelle donano brioche allo zafferano e biscotti allo zenzero agli spettatori.

Questa tradizione, che risale al lontano Settecento, si ripete in chiese, scuole, ospedali e luoghi di lavoro in tutto il Paese: non sarebbe Natale in Svezia senza Lucia, che segna il passaggio alle ultime due settimane di Avvento.

ALCUNE TRADIZIONI IN ITALIA

Molte sono le usanze che si tramandano da generazione in tutta la Penisola.

A BRESCIA E BERGAMO

La leggenda popolare racconta che, la notte tra il 12 ed il 13 dicembre, Santa Lucia passa per tutte le case, con un asinello, e distribuisce ai bambini buoni dei doni.

Per riceverli, i bambini devono preparare della paglia per nutrire l’asinello e disporla sotto la cappa del camino, dal quale la Santa scende.

Poi devono andare subito a letto, chiudere gli occhi, perché la Santa non vuole farsi scorgere

Ai bimbi disubbidienti, che Santa Lucia trova ancora svegli per cercare di vederla, getta della cenere negli occhi e passa oltre senza lasciare nessun dono.

Per cercare, poi, di ingolosire l’asinello ed invogliare la Santa a lasciare a loro ancora più regali, alcuni bambini appendono alle finestre dei mazzetti di carote.

Altri, invece, mettono sul davanzale uno zoccolo di legno chiuso sul davanti, con dentro un po’ di crusca per l’asinello ed un bicchiere di legno pieno d’acqua per Lucia. Accanto a tutto ciò sistemano anche un lumino acceso per rischiarare la finestra ed indicare la presenza di bambini.

A SIRACUSA

Nella città natale della Santa i festeggiamenti prevedono che la gente confezioni dei pani a forma di occhi che, benedetti, si mangiano con l’augurio di preservarsi da malattie oculari. A Lucia vengono offerti anche ex voto d’argento a forma di occhi, appesi, poi, sulla “vara” il giorno della festa.

Alcuni connettono il culto della Santa a quello antichissimo della dea greca Demetra o della romana Cerere che avevano come attributi principali il mazzo di spighe e la fiaccola. Di fatto, esiste ancora la tradizione di offrire a Lucia del frumento bollito, cibo cerimoniale che veniva consumato anche nei misteri della dea greco-romana.

 Auguri a tutte le donne che portano questo nome e

BUON SANTA LUCIA a tutti!

Santa Lucia: storia, tradizioni e leggende

 

Foto: Lucia Di Leone dal Brasile

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