A PIGULA, ovvero LA CIVETTA

La civetta, il bellissimo uccello rapace troppo spesso associato alla malasorte e alla sventura, in realtà è un utilissimo predatore, divinizzato dagli antichi greci ed associato al culto della dea Atena.

HABITAT E DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA

La civetta, nome scientifico Athene noctua appartenente alla famiglia Strigidae ed è un uccello che fa parte del grande gruppo dei RAPACI NOTTURNI.

E’ diffusa in tutte le zone a clima caldo temperato dell’Europa, dell’Asia e del Nord Africa. In Italia la civetta è il rapace notturno più diffuso (compreso in molte isole minori) con una capacità di diffusione e nidificazione sorprendentemente elevata rispetto ad altri paesi europei. Non è diffusa nelle zone alpine infatti in genere il suo aerale va dal livello del mare fino a 600 m di altitudine (salvo qualche rara eccezione). È stata introdotta con successo anche in Gran Bretagna e nella lontana Nuova Zelanda.

L’habitat originale della civetta erano le zone desertiche sabbiose e rocciose, le steppe e le falesie. La civilizzazione ha ridotto sensibilmente queste zone facendo si che questi spazi divenissero sempre più rari. Nonostante ciò si è saputa adattare ed ha colonizzato quelli che sono definiti ambienti secondari, vale a dire quei luoghi o quegli ecosistemi forgiati dall’uomo quali ad esempio le nicchie negli edifici sia urbani che rurali, i ruderi, le intercapedini dei capannoni industriali, ecc. cosa che non accade ad esempio in Medio Oriente dove la civetta continua a nidificare negli ambienti primari, non contaminati dall’uomo quali il terreno in luoghi pietrosi, suo habitat ideale come succede ancora in alcune zone della Francia, della Spagna, del Portogallo e della Grecia e in alcune zone d’Italia (in Sardegna, in alcune aree del Lazio, in Basilicata, Puglia e Sicilia) dove nidifica ancora per terra tra ammassi di pietre.

CARATTERISTICHE FISICHE

La civetta presenta un corpo massiccio, ricoperto di piume di colore bruno-grigiastro-castano. In genere il petto ed in ventre sono chiari con striature brunastre. Il sottocoda è biancastro.

I giovani si distinguono facilmente dagli adulti oltre che per il piumaggio di colore molto più uniforme anche perchè le piume sulla fronte sono poco sviluppato e corte, come se avessero “i capelli a spazzola” cosa che conferisce alla testa una forma quasi rettangolare mentre negli adulti le piume sono uniformemente sviluppate conferendo un aspetto della testa molto più rotondeggiante.

La civetta non presenta dimorfismo sessuale anche se la femmina è leggermente più grande del maschio.

La testa è larga e piatta e sono assenti i ciuffi auricolari presenti nel gufo reale, così come è poco evidente il disco facciale tipico dei rapaci notturni, con occhi posti anteriormente, cerchiati di nero, grandi e con l’iride gialla e le pupille nere. Il becco è di colore giallo – grigiastro – verde oliva, robusto e ricurvo.

Le ali sono brevi ed arrotondate.

I tarsi della civetta sono rivestiti di penne di colore biancastro con dita nude provviste di artigli di colore scuro e ricurvi e posizionate due davanti e due dietro (nei rapaci diurni, ad esempio nell’aquila, si ritrovano un dito davanti e tre dita dietro) e una delle dita posteriore si può muovere in avanti in caso di necessità ad esempio per afferrare meglio una preda.

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COMUNICAZIONE E PERCEZIONE

La civetta è una specie molto vocifera che emette una serie di suoni molto diversificati variabili da individuo ad individuo e da situazione a situazione. Ad esempio il canto tipico, stridulo e squillante ripetuto e regolare è emesso per evidenziare la territorialità di un individuo; un suono squillante e molto nervoso è un suono di pericolo. I giovani alle volte emettono dei suoni simili a miagolii durante la notte.

L’emissioni di suoni è massima durante il periodo riproduttivo.

L’apparato uditivo è molto sviluppato e conformato per la caccia infatti la civetta, come tutti gli appartenenti alla famiglia degli Strigidae, non possiede padiglioni auricolari esterni ma ha le cavità auricolari sistemate in maniera asimmetrica e molto grandi che fanno si che i suoni siano percepiti in momenti leggermente differiti l’uno rispetto all’altra e questo favorisce la valutazione degli spostamenti delle prede anche al buio, favorendo quindi la localizzazione della preda.

La vista nella civetta è molto acuta di notte (anche se inferiore a quella del gatto). Il loro campo visivo è di 110° con una visione binoculare alla quale rimediano ruotando la testa fino a 270°.

Ha una vista molto acuta sia di giorno che di notte e questo grazie agli occhi grandi che presentano cornea e cristallino molto sviluppati ed in grado di raccogliere e concentrare tutta la luce possibile, proiettando quindi nella retina una immagine molto luminosa. Oltre ciò presentano una retina completamente dilatata di notte; una retina con più bastoncelli che coni (che sono stimolati anche da basse intensità luminose ma con lo svantaggio di distinguere poco i colori ed i particolari delle immagini).

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CARATTERE, COMPORTAMENTO E VITA SOCIALE

La civetta è una specie sedentaria e come abbiamo visto si trova perfettamente a suo agio sia negli ambienti rurali che in quelli urbani. E’ un uccello crepuscolare e notturno e durante le ore di buio caccia, difende il suo territorio, corteggiare il partner, insomma svolge tutte le attività che normalmente sono svolte di giorno.

Oggi viene definita un animale sinantropico in quanto vive nello stesso ambiente occupato dall’uomo colonizzando molte aree cittadine dove ha trovato cibo e luoghi idonei per la riproduzione.

ABITUDINI ALIMENTARI

La civetta in genere tende dei veri e propri agguati alle sue prede che cattura a terra dopo un piccolo volo.

La sua dieta è costituita da vertebrati, quali mammiferi, uccelli e rettili ma la parte più considerevole della sua dieta è costituita da invertebrati soprattutto insetti quali coleotteri ed ortotteri (cavallette).

Le prede sono catturate a terra e preferisce cacciare nei luoghi aperti piuttosto che nelle fitte foreste.

Per lo studio delle sue abitudini alimentari gli ornitologi si aiutano studiando delle palline (borre) che sono rigurgitate dalla civetta e che contengono piume, ossa e peli degli animali mangiati in quanto queste parti non sono digerite. Spesso si trovano dei mucchi di borra nei luoghi dove una civetta si è appollaiata o vicino al nido o dove ha mangiato.

RIPRODUZIONE E CRESCITA DEL PICCOLI

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Il periodo riproduttivo è la primavera. Dopo l’accoppiamento vengono deposte da 1 a 7 uova depositate in maniera asincrona cioè a distanza di un giorno l’una dall’altra.

Le uova sono covate solo dalla femmina per un periodo di 27-28 giorni al termine dei quali nascono i pulcini che sono imbeccati solo dalla madre per circa 2-3 settimane.

I pulli nascono con un piumaggio morbido e di colore bianco che dopo una settimana inizia ad essere sostituito da piume grigie e si completa nel giro di venti giorni.

Dopo 35 giorni dalla nascita sono abili al volo.

STATO DELLA POPOLAZIONE

E’ classificata nella Red list dell’IUNC 2009.2 tra gli animali a basso rischio di estinzione, LEAST CONCERN (LC) in considerazione sia del fatto che l’habitat naturale della civetta è talmente vasto da far scongiurare il pericolo di estinzione.

In Europa la popolazione nidificante è stimata in 560.000-1.300.000 coppie nidificanti, pari a 16.80.000-3.900.000 individui (BirdLife International 2004). In considerazione del fatto che in Europa la popolazione di questo animale è presente per un 25-49% della popolazione mondiale, la stima degli individui presenti nel mondo viene valutata pari a 5.000.000-15.000.000.

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IMPORTANZA SOCIALE, ECONOMICA E NELL’ECOSISTEMA

E’ un uccello molto utile all’agricoltura in quanto si nutre di piccoli mammiferi (soprattutto roditori) e insetti contenendo quindi il numero di questi animali potenzialmente dannosi.

CURIOSITA’

In Grecia è rappresentata nella moneta da 1 euro. Non deve stupire che una terra come la Grecia con una cultura millenaria abbia scelto di imprimere nella moneta sicuramente più usata, questo animale. Infatti fin dall’antichità gli antichi greci l’avevano divinizzata identificandola con Atena (da cui deriva il nome scientifico Athene noctua) la dea della saggezza tanto che anche nelle monete dell’epoca, si ritrovava l’effigie di questo simpatico rapace notturno.

In molti altri paesi però questo piccolo uccello è stato per lungo tempo considerato simbolo di sfortuna.

Il termine “fare la civetta” per indicare una persona che fa di tutto per attirare l’attenzione degli ammiratori deriva dal fatto che in passato questo uccello era usato dai cacciatori come richiamo per catturare altri uccelli ad esempio le allodole, che venivano attirate appunto con una civetta.

Fedro ci racconta la favola La cicala e la civetta (Libro Terzo – XVI. Cicada et noctua) che racconta la storia di una cicala che non smetteva mai di cantare infastidendo una civetta che invece di giorno era solita riposare. Un giorno la civetta chiese alla cicala di smetterla di cantare ma la cicala non diede alcun peso alle sue parole e continuò con il suo canto.

Allora la civetta disse alla cicala “I tuoi canti non mi fanno dormire e pare che derivino da un suono di cetra apollinea, per questo, desidero bere con te il nettare che di recente Pallade mi ha donato; vieni se tanto ti sta a cuore, brindiamo!”. La cicala, inorgoglita da tali parole si avvicinò alla civetta che in un attimo se la mangiò così “ciò che in vita non concesse, l’accordò da morta.” La morale della favola era che colui che non brillava di gentilezza andava incontro alla pena della sua arroganza.

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Fonte: http://www.elicriso.it/it/animali_regno…/

Foto web

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