Se l’inferno dei poveri disturba l’occhio delicato dei ricchi

Panchina-anti-barbone

 

“Senzatetto”, “vagabondi”, “invisibili”; ma anche vezzosamente e in un francese molto snob e falsamente romantico “clochard”, oppure “ultimi” e comunemente “barboni”… (Fabio Pizzi)

Servono, maltrattati in questo modo anche dall’informazione che dovrebbe accostarsi a loro diversamente, nei cambi stagione per riempire i buchi di cronaca. Sono i tristi protagonisti di classifiche post invernali o pre grandi eventi. Sto parlando di coloro i quali non hanno fissa dimora e su cui gli epiteti si sprecano. “Senzatetto”, “vagabondi”, “invisibili”; ma anche vezzosamente e in un francese molto snob e falsamente romantico “clochard”, oppure “ultimi” e comunemente “barboni”. Negli Stati Uniti sono detti “homeless” e ormai sono considerati una sottocategoria umana dalla quale è bene discostarsi il più possibile. In realtà stiamo parlando di persone in difficoltà, donne, bambini, uomini che vivono a migliaia in Italia e a milioni su tutto il pianeta per la strada, ai margini di tutto.

Ma queste persone hanno una storia, un nome e un cognome, una vita, insomma, con dei diritti e dei sogni. Spesso sono alla ricerca della dignità perduta o cercano, a volte disperatamente, un qualsiasi modo per mantenerla la dignità. Ai membri della società dei “giusti”, “degli inseriti” danno fastidio – sia all’olfatto che alla vista e forse, ma forse, anche all’anima che, maledetta, insiste coi suoi sensi di colpa. E allora via, lontano. Occhio non vede, coscienza (sporca) non duole.

L’ultimo fatto assurto agli onori della cronaca arriva dal Municipio Bassa Val Bisagno di Genova, dove si è deciso di installare sulle panchine di un parco pubblico barriere anti sdraiamento in modo da non permettere ai numerosi senzatetto gravitanti nella zona di dare fastidio con la loro presenza. Alle polemiche susseguite a tale decisione si è deciso di rispondere con un fine tecnicismo, di quelli che solo l’azzeccagarbuglica pseudopolitica italiana è capace di sfornare “la scelta è stata fatta per tutelare i senzatetto in quanto le panchine si trovano dislocate in un luogo a rischio esondazione e pertanto si è pensato bene di non rischiare la loro incolumità in caso di pericolo provocato dall’acqua”. Ma chi ci crede?! Siamo seri…

SEGUE SU: http://www.unimondo.org/…/Gli-ultimi-saranno-gli-ultimi-se-

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