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Agatone e l’impotenza di Dio

 

Agatone, un remoto filosofo greco, avrebbe sostenuto che la divinità nella sua onnipotenza ha solo un’impotenza: fare in modo chele cose accadute mai siano state, che per esempio Troia non cada mai. Il passato è irrevocabile, neanche Dio può farci niente.

Molto tempo più tardi un tedesco, Nietzsche, nel suo Zarathustra, tenta di soccorrere la divinità e insegna che Dio può volere all’indietro (zurùckwollen). In questo modo trasforma il passato del “così è stato” nel passato del “così ho voluto”. L’onnipotenza è salva se Dio ha voluto il passato esattamente così.

Ma davvero lo ha voluto così, tale e quale?

A noi del secolo degli stermini di massa, il soccorso di Nietzsche appare peggiore del male. È forse più sano credere che Dio si sia amputato l’intervento, si sia negato l’atto di interferire: da Caino ai forni crematori.

A un non credente che ragiona di simili profondità è preclusa la vista. Col fiato corto penso a volte che tutto il nostro divenire, anche quello futuro, sia per Dio un unico tempo passato. La storia del mondo, anche quella che ci oltrepasserà, è per lui solo una premessa dell’avvento,  un’anticamera del tempo. Il cristiano che prega: “fa’ che venga il tuo regno” forse dice proprio questo, con più forza e meno parole.

Se Dio non modifica il passato, io da narratore di storie posso prendermi delle libertà con gli avvenimenti, cambiare la fine di Troia. Posso dargli un’altra possibilità, concedergli lo scampo che non seppe trovare. Contro l’incorreggibile passato, fare che Abele viva. E già che ci sono, faccio pure che vivano gli agnelli del suo gregge, sacrificati sopra l’altare.

 

Da “Alzaia” di Erri De Luca

 

Foto: RETE

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