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Un libro per amico – LA STORIA ASSENTE

 

Negli studi qui raccolti mi sono proposto di ricostruire e analizzare la vicenda storico-sociale di un determinato comprensorio – quello della Calabria nord-occidentale – in un arco di tempo racchiuso all’incirca tra il XV e il XVIII secolo. L’ambito esaminato non è stato concepito in senso marginale e passivo, bensì come un contesto comunitario vivo e cosciente del proprio operare. L’indirizzo microstorico portato avanti in questi ultimi vent’anni ha evidenziato, infatti, che la periferia possiede una sua dimensione organizzativa e dinamica e che rispetto ad un qualsiasi ipotetico centro non si pone in termini di differenze nette, di gerarchie rigide, di precostituiti rapporti di dominanza-sudditanza. Una constatazione che è tanto più vera per i secoli dell’antico regime, per quelli della cosiddetta età moderna, che, “vista dalla periferia”, mostra la sua complessità storica in virtù del fatto che l’analisi lenticolare fa comprendere “quante cose rilevanti si possono veder succedere quando apparentemente non succede nulla” o laddove sembra che viga solo il ritmo quasi immobile della lunga durata.

Ogni microcontesto è depositario di informazioni storiche preziose rinvenibili nell’assetto delle campagne, negli impianti urbani, nelle strutture difensive, nell’architettura di chiese, palazzi, semplici abitazioni, nella pur depauperata documentazione degli archivi, nelle innumerevoli attestazioni iconografiche (dall’affresco di un anonimo madonnaro, alla tela di un artista di rango), nelle istituzioni del potere, della religiosità e della socialità, nel vario esprimersi e conformarsi degli strumenti legittimativi, nei riti religiosi che si tramandano da secoli, e via enumerando: una messe di dati da sottoporre a una lettura approfondita, al di là della mera evidenza e dell’immediata constatazione del dato di fatto, che sottendono spesso i contenuti profondi delle vicende storielle comunitarie.

Gli studi di questo libro sono stati svolti nell’arco di poco più di un ventennio (1981-2002) e pubblicati sulla “Rivista storica calabrese”, organo della Deputazione di storia patria per la Calabria, su “Daedalus” di Castrovillari, sul “Bollettino della Badia greca di Grottaferrata”, su “Rogerius”. Essi hanno concentrato l’attenzione su Mormanno, Laino Castello, Laino Borgo, Papasidero (senz’altro, per ragioni affettive, l’osservatorio privilegiato ma anche emblematico), Orsomarso, Santa Domenica Talao, Scalea, Praia a Mare e Aieta, benché in un caso (2° capitolo) l’orizzonte sia stato allargato fino a Maratea e in un altro (4° capitolo) a tutta la diocesi di Cassano. Un’area storicamente omogenea, che ha stimolato in passato curiosità erudite di qualche levatura (si pensa ad Oreste Dito, al lainese Gioia, al mormannese Cavaliere, allo scaleota Pepe, all’aietano Lomonaco, al praiese Guida), ma che, in modo più o meno ampio, è anche rientrata in studi sulla preistoria (Graziosi, S. Tiné), sul mondo preclassico e classico (Maiuri, De Franciscis, Givigliano, Guzzo, La Torre), sul monachesimo basiliano (B. Cappelli, Guillou, Burgarella, Russo), su territorio e insediamenti nell’alto Medioevo (Noyé), sugli effetti dei moti napoletani del 1648 (Rovito), sul 1799 (Cingari), sul Decennio francese (Caldora), sul brigantaggio (Molfese, Barra), sul periodo fascista (V. Cappelli), sulle vicende artistiche (Di Dario Guida, G. Leone, D. Pisani). Un elenco puramente indicativo, e come tale necessariamente incompleto, da cui comunque risalta la carenza di ricerche sull’età moderna nel senso qui puntualizzato.

Per la conoscenza del periodo e dell’area prescelti (benché con il primo lavoro, per ragioni che dovrebbero risultare chiare leggendolo, lo sguardo si sia spinto indietro di alcuni secoli), il compito non è stato agevole, sia per l’inesistenza e frammentarietà delle fonti scritte a causa di archivi parrocchiali e comunali distrutti o mutilati nella loro consistenza spesso per noncuranza o ignoranza, sia per la difficoltà di lavorare su testimonianze architettoniche e figurative deturpate o lasciate in stato di colpevole abbandono o addirittura polverizzate dall’incuria umana più che dal tempo. Lacune alle quali va aggiunta la sconsolante penuria di precedenti ricerche di taglio non meramente municipalistico: un deficit (con sforzi ancora troppo modesti per colmarlo) che la dice molto lunga, tra l’altro, sulla qualità dell’humus culturale delle comunità oggetto di questi studi, il cui disinteresse, specie per il proprio passato relativamente più prossimo, ha comportato la perdita di svariate testimonianze e – quel che è forse peggio — la progressiva e inesorabile disconoscenza del territorio in tutto l’insieme del suo ricco patrimonio di informazioni, spesso tramandate oralmente e di cui, proprio in virtù di ciò, si sono smarriti sovente coordinate e significati.

Saverio Napolitano

Dall’introduzione

 

Copertina flessibile: 232 pagine

Titolo: La storia assente

Autore: Saverio Napolitano

Editore: Rubbettino (1 novembre 2003)

Collana: Università

Prezzo: 10 euro

ISBN-10: 8849804776

ISBN-13: 978-8849804775

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