Al danno la beffa: viaggiare sull’Alta velocità costerà di meno. Tu, Terun, attaccati!

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Al danno la beffa. Ovviamente se parliamo di Sud uno dei danni più clamorosi che si stanno consumano in questi ultimi mesi è il riordino delle infrastrutture con gli incentivi per la rete ferrata che in barba ad ogni politica equa è stato frammentato con il clamoroso caso ferrovie che vede il 98,8% di fondi al Nord e al Meridione solo le briciole (meno del 2%). Ebbene, i fondi destinati ad alcune Regioni del Centro Nord Italia ammontano a circa 4,7 miliardi di euro. Sono soldi destinati alla Toscana, al tunnel del Brennero, ai Tav in Val di Susa, al terzo valico ferroviario nell’’Appennino ligure. E al Sud? Appena 60 milioni di euro. Sì, avete letto benissimo: 60 per tutte le Regioni meridionali!

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A questa colossale ingiustizia si aggiunge che RFI ha pianificato un riordino tariffario abbassando il costo del biglietto per l’Alta velocità, con un ribasso del -37% nel 2015, mentre il resto dei biglietti ossia quelli legati ai treni obsoleti che circolano al sud restano invariati. La grottesca situazione vede quindi un nord agevolato da infrastrutture ferroviarie super veloci che dal 2015 costeranno ancor meno contro un sud che viaggia ancora sulle littorine a diesel con costi che non corrispondono al servizio erogato. Nel dettaglio sulla base dei criteri per la determinazione dei pedaggi sulle tratte dell’Alta velocità stabiliti dall’Autorità di regolazione dei trasporti, i pedaggi dovrebbero ridursi del 37% nel 2015 scendendo a 8,2 euro per treno al chilometro. Rfi ha ricalcolato il pedaggio treno/km a 8,2 euro rispetto ai 13,1 previsti per il 2015 e a 12,8 che è il pedaggio 2014: questo rappresenta una riduzione del 37% sul 2015 e del 36% sugli ultimi mesi del 2014. Per capirci l’alta velocità parte da Napoli e arriva a Torino lasciando l’intero sud nell’arretratezza di reti ferroviarie obsolete. Tolto il tratto Roma – Napoli, il resto della rete interessa solo le regioni del centro – nord. Inoltre se guardiamo ai numeri il tratto più utilizzato dai meridionali per spostarsi (ed purtroppo emigrare) è quello che si affaccia sull’adriatico che attualmente non beneficia dell’alta velocità e pertanto anche del ribasso del 37%.

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Sul resto della rete, ossia quella che funziona peggio, si continuerà a pagare come sempre, con percentuali superiori rispetto ai servizi erogati. Treni sporchi, in ritardo e a volte pericolosi sono la costante quotidianità su cui viaggiano i pendolari e i cittadini del meridione. Anche per loro Rfi sta pensando ad una rimodulazione ma per ora non se ne parla. «Per la rete ferroviaria tradizionale i costi di gestione vanno rimodulati ma occorre ancora abbastanza lavoro; per rivedere i pedaggi occorre fare un lavoro analitico che è ancora in corso» – spiega il presidente dell’Autorità di regolazione dei Trasporti, Andrea Camanzi, che ha inoltre precisato che per la rete tradizionale «ci vorranno ancora un po’ di mesi e nell’attuale delibera abbiamo deciso di aprire un nuovo procedimento che, in massimo 11 mesi, si dovrebbe concludere con i criteri generali di gestione della rete tradizionale ma anche dell’Alta velocità». Camanzi ha detto che si stanno valutando varie ipotesi e si accolgono tutti i suggerimenti; anche, ad esempio, quelli relativi a una rimodulazione dei pedaggi basata su tratte e orari. Pateticamente caro sud “le faremo sapere” e intanto puoi continuare a viaggiare come hai sempre viaggiato. Camanzi parla anche di proposte da poter rivolgere ad RFI, e noi una proposta la possiamo avanzare. Bisognerebbe istituire l’equo biglietto che tenga presente la qualità del servizio e l’efficienza del collegamento.

Fonte: http://social.i-sud.it/_P2776-al-danno-la-beffa-viaggiare-sullalta-velocit%C3%A0-coster%C3%A0-di-meno-peccato-che-%C3%A8-presente-solo-al-centronord

Foto web

………….

Poteva essere scritto  meglio.
Badate alla sostanza.

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