Viva il proporzionale!

 

Il sistema proporzionale funzionava bene e rispecchiava perfettamente il modo di vivere e fare politica degli italiani, che a differenza di altri popoli non hanno mai amato né uno Stato centralizzato né il bipolarismo. Ovviamente c’erano anche inconvenienti, come con ogni sistema elettorale: avrebbero potuto essere corretti e comunque i vantaggi superavano di molto gli svantaggi.

Ma i liberisti se ne fregano delle culture e delle diversità e non appena la caduta dell’Unione Sovietica ha dato loro l’egemonia planetaria hanno imposto anche da noi il modello anglosassone. Che ha provocato solo disastri: prima il berlusconismo e poi il renzismo, e con entrambi la crisi economica, la corruzione diffusa, l’impoverimento della classe media, lo smantellamento di un sistema pubblico per molti versi buono (sanità, scuola). Ciò nonostante anche quel 60% che ha detto di no alla legge truffa piddina sembra confuso e incapace di liberarsi definitivamente del mito della governabilità che ha messo in ginocchio il paese e arricchito soltanto la casta, un piccolo gruppo di speculatori e rampanti e soprattutto le multinazionali straniere.

Va invece detto con chiarezza: rivogliamo un proporzionale puro, che ridia voce alla gente e alle tante comunità che costituiscono l’Italia e che restituisca importanza alla politica sottraendola ai media e ai poteri forti che li controllano.

Francesco Erspamer
Foto RETE

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