CONTRO l’affermarsi del pensiero unico e del totalitarismo liberista

 

Splendido trucco il bipolarismo, che è il sistema politico che in tutto il mondo favorisce l’affermarsi del pensiero unico e del totalitarismo liberista. Perché spinge la sinistra a diventare, con la scusa di poter o dover vincere le elezioni, una coalizione che include una forte componente liberista e in quanto tale riempita di soldi dalle multinazionali e dai ricchi e dunque rapidamente dominante e in grado di comprarsi (letteralmente) le coscienze di intellettuali e dirigenti un tempo rivoluzionari ma che tengono famiglia e gli piace il SUV.


Al che, ovviamente, i lavoratori e i piccoli commercianti, non rappresentati dalla pseudo-sinistra rampante e rottamante, sono spinti al qualunquismo o a guardare altrove, persino alla destra sociale; la quale a livello retorico dice quello che in passato dicevano i comunisti e i socialisti, salvo il piccolo dettaglio che non ha alcuna intenzione di attuare davvero le sue promesse, sia perché saldamente controllata dalle multinazionali e dai ricchi di cui sopra sia perché ancora fondata su meritocrazia, individualismo e integralismo, da sempre i miti usati dai pochi per imporsi ai popoli.


Che fare? Il primo passo, non sufficiente ma assolutamente necessario, è distruggere il bipolarismo politico e qualsiasi sistema elettorale maggioritario, anche nell’elezione dei sindaci e degli amministratori condominiali. O siamo davvero diventati così coglioni, come preconizzava Fabrizio De Andrè, da non capire che non ci sono poteri buoni? L’unico potere buono è il potere diviso, frammentato, perennemente costretto a tenere conto delle esigenze di tutti e non solo dei più forti, e a cercare di costruire il consenso senza poterlo imporre. Dalla palude si esce solo con il proporzionale più rigoroso.

Francesco Erspamer

Fonte: Dalla pagina Fb dell’autore

Foto RETE

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