Orsomarso Blues"Faccio dire agli altri quello che non so dire bene io" (Montaigne)

RACHELE RACCONTA

Tempo fa chiesi a Rachele di raccontare qualcosa della sua esperienza di emigrante. Mandò questo testo intenso e commovente.

Devo ringraziamenti a Rachele per tutto quello che ha fatto per I LUOGHI DELL’ANIMA.

COSMA,

TU MI CHIEDI QUELLOCHE A ME PIACE   DI PIÚ  NELLA VITA, RICORDARE,  RACCONTARE STORIE  DI  MIGRANTI. CE NE SONO TANTISSIME, E  NESSUNA  FACILE.    MA   PURTOPPO   ADESSO  SONO MORTI QUASI  TUTTI. 

OGNI TANTO CI INCONTRIAMO, PARLIAMO DI  QUALCHE  FATTO, QUALCHE POROLA IN DIALETTO, MA DI QUELLE  ANTICHISSIME. IN QUESTI GIORNI NON TI PROMETTO DI FARLO, MA LO FAREI,  TI  ASSICURO,  ALMENO QUALCOSA MIA, DI ZIA FILOMENA BATTAGLIA.   SAI NEL RIONE  DOVE ABITO IO SONO QUASI TUTTE VERBICARESI.  E  DI PIÚ   L’ALTRO GIORNO  CON UN’AMICA  ABIAMO INCOMINCIATO A  SOMMARE  TUTTI I  PAESANI  CHE  ORA NON CI SONO PIÚ. SIAMO ARRIVATI 165. SI’, 165. ALCUNI, POCHISSIMI, SONO  ANCHE  CON  ALZHEIMER.

MA  TU  HAI  CAPITO TUTTO GIÁ.

EPPURE POCO A POCO TI RACCONTO LE  COSE CHE  CONOSCO.      QUANDO A ORSOMARSO DICEVANO SI SONO PERSI IN AMERICA,  QUELLI SOFFRIVANO, ANCHE DI DEPRESSIONE, CAMBIAVANO DI CASA  SEMPRE. NESSUNO SI PREOCCUPAVA DI NESSUNO, ERA OGNUNO PER SE’   E  DIO PER TUTTI. GRAN PARTE DI QUESTI IMMIGRATI ERANO   ANALFABETI, NON PARLAVANO ALTRO CHE IL DIALETTO. QUANDO SI ANDAVA DAL CONSALATO GENERALE D’ITALIA   LI’ ERAVAMO VERAMENTE UMILIATI.  PERCHE’   LORO NON ERANO PREPARATI, NON CAPIVANO UNA PAROLA DEL DIALETTO E I NOSTRI NON CAPIVANO L’ITALIANO. PUOI IMMAGINARE COSA SUCCEDEVA.   QUANTE VOLTE HO SENTITO GRIDARE, MA SIGNORI  CHE LINGUA  DEL  DIAVOLO  PARLATE! QUI A SAN PAOLO CI VUOLE UN MINISTERO  NON UN CONSOLATO! E  COSI E’ SUCESSO CHE CI  SIAMO  IDENTIFICATI  TANTO CON I BRASILIANI CHE  MOLTE  VOLTE L’AMORE PER LA  PATRIA  SI É PERDUTO. OGGI E’  MIGLIORATO UN PO’.   OVVIO SONO MORTI QUASI TUTTI. EPPURE L’ALTRO GIORNO HANNO  CHIESTO  A  FRANCA  GERMANO GALTIERI, CHE  ITALIANA SEI  CHE  NON PARLI  ITALIANO? L’IDIOTA  NON HA  VISTO  CHE QUELLA  AVEVA DUE  ANNI QUANDO É ARRIVATA  IN BRASILE.  COME POSSONO ESIGERE CHE  PARLINO ITALIANO  SE  NON SI SONO  MAI  PREOCCUPATI DI  NOI.

IO SCRIVEREI  TUTTO IL GIORNO,  MA  PURTROPPO  DEVO   ANDARE. CI SENTIAMO. 

CIAO.  SALUTI  A  TUTTI  

RACHELE

Nella foto vedete, nella sua calzoleria, il papà di Rachele, Giuseppe Maio, emigrato in Brasile negli anni Cinquanta.

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